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Oltre a doversi dotare di norme contro il conflitto di interessi e codici etici, gli atenei italiani si troveranno ben presto a fare i conti con accorpamenti di università limitrofe, diminuzione dei corsi di laurea e sostanziali modifiche circa la composizione del Consiglio di amministrazione di ateneo, lo stato giuridico dei docenti e le abilitazioni per l’insegnamento universitario.

Sono questi i temi principali del nuovo DDL sulla governance dell’università che sarà presentato dal Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini al prossimo Consigli dei Ministri, per poi essere discusso in Parlamento.

Il nuovo DDL Gelmini sulla riforma dell’Università:

  • Il Consiglio di amministrazione e le strutture universitarie
    La riforma prevede che i Consigli di amministrazione degli atenei pubblici possano vantare solo una minoranza di membri interni, tra cui figurerà il Rettore; la maggior parte del Consiglio sarà invece composto da membri esterni nominati dal Ministro. Novità in arrivo anche per quel che concerne le strutture universitarie: mentre i Dipartimenti saranno rafforzati, le Facoltà dovranno infatti essere rimpiazzate da “scuole” attivate sul modello statunitense. Oltre alle attività di ricerca, i Dipartimenti dovranno pertanto occuparsi anche della gestione dei corsi di laurea.
  • Lo stato giuridico dei docenti
    La carriera professionale dei docenti universitari seguirà un percorso “unico”, anche se continuerà ad essere divisa nelle tre fasce di Professore ordinario, Professore associato e Ricercatore (o Professore aggregato). Nonostante l’introduzione dell’abilitazione scientifica nazionale, i passaggi per gli avanzamenti di carriera saranno decretati dagli atenei, che elimineranno quasi completamente i concorsi. Sarà inoltre ridotto il numero di conferme necessarie per l’ingresso in ruolo: per esempio, a chi ha ottenuto la conferma come ricercatore basteranno quattro anni di servizio per immettersi direttamente in ruolo.
  • L’ abilitazione scientifica nazionale e la progressione di carriera
    Una commissione di otto docenti ordinari sorteggiati da una lista di 24 “eletti” per ogni disciplina gestirà il concorso per l’abilitazione scientifica nazionale, che potrà essere ottenuta annualmente per concorso. I settori scientifici minori saranno accorpati per poter prevedere almeno 50 ordinari per ogni raggruppamento. Un docente straniero affiancherà gli otto sorteggiati.
    Novità in vista anche per quel che concerne la progressione “salariale” di carriera: lo scatto stipendiale biennale per l’aumento di stipendio potrà essere ottenuto solo previa approvazione della relazione scientifica sulle attività svolte che docenti e ricercatori presenteranno ogni due anni.