Gli scontri in Piazza del Popolo

Mentre il mondo universitario si mobilita per contrastare il ddl Gelmini nei suoi ultimi giorni di iter parlamentare, s’infiamma la polemica sulle “ricette” per contrastare i violenti dopo gli scontri del 14 dicembre a Roma. Ad aprire il dibattito è stato il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, che ha proposto per i violenti durante i cortei un provvedimento simile ad Daspo, applicato ai tifosi di calcio per evitare che entrino negli stadi.

Mantovano ha parlato di una “ipotesi di lavoro” che gli uffici tecnici dovranno approfondire, mentre il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha confermato che dal suo punto di vista il “modello Daspo” è esportabile anche alle violenze di piazza e potrebbe essere introdotto immediatamente, già nel ddl sicurezza. Il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro sul suo blog commenta: “Daspo significa ‘Divieto di accedere alle manifestazioni sportive’. Farlo diventare Dapo, ‘Divieto di accedere alle manifestazioni politiche‘, significa adottare una misura fascista”.

Ma l’affermazione che ha fatto più scalpore è quella del capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che ha evocato per emarginare i violenti il ricorso agli arresti preventivi. “Ci vuole un 7 aprile” ha spiegato Gasparri riferendosi al 7 aprile 1979, data in cui furono tratti in arresto i leader dell’estrema sinistra sospettati di collusioni con frange del terrorismo. Il senatore Pdl fa poi esplicito riferimento ai centri sociali come luoghi dove si organizza e si alimenta la violenza.

L’intervento dell’ex An non è passato inosservato. Durante la manifestazione “In mezz’ora” di Lucia Annunziata il leader di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, ha parlato di un “annuncio di fascismo”. Per Vendola pensare che le proteste degli universitari e di una generazione “senza rete” sia una questione di ordine pubblico è un errore, mentre alle proteste la politica dovrebbe prestare ascolto.

Il responsabile giustizia del Pd, Andrea Orlando, parla invece di “assurde ricette poliziesche”, definendo “irresponsabile” l’affermazione di Gasparri e spiegando che la sua proposta è incostituzionale e rischia di mitizzare le frange violente del movimento. A fargli eco la capogruppo al Senato del Partito democratico, Anna Finocchiaro, secondo la quale per prevenire le violenze ci sono già gli strumenti sufficienti e in più, “come ha proposto Veltroni”, il prefetto di Roma potrebbe convocare i rappresentanti degli studenti e delle forze dell’ordine prima di mercoledì 22 dicembre, affinché sia garantito il corretto svolgimento delle manifestazioni e dell’ordine pubblico.