sorbona

Per fronteggiare la crisi e risanare i conti in rosso, le università francesi hanno pensato di dare in affitto i propri locali, trasformandoli in set cinematografici oppure in sedi di summer school e lezioni private. Questo ovviamente in estate, quando gli esami sono finiti e i corsi sono chiusi per le vacanze. Grazia a questa iniziativa, alla Sorbona, ad esempio, ci sono stati fatturati anche fino a 19 mila euro al giorno.

Secondo il quotidiano Le Figaro, un quarto delle università francesi avrebbe i conti in rosso. Da qui l’idea dell’affitto dei locali, in seguito all’introduzione della legge sull’autonomia finanziaria degli atenei. Così accade che la Sorbona diventi set per film d’epoca o polizieschi, grazie ai suoi interni monumentali e di grande valore storico. Tra le sue stanze e i suoi soffitti affrescati, infatti, sono state girate scene di film come il recentissimo “Hugo Cabret” di Martin Scorsese o “Adele Blanc-Sec” di Luc Besson.

Diversamente dalla Sorbona, la Facoltà di Scienze Sociali dell’Università di Tolosa si è data alla televisione e non al cinema, aprendo pochi giorni fa le porte alla troupe del telefilm “Nom de code Rose”: alcune stanze dell’ateneo sono state utilizzate come deposito attrezzi o sale trucco e camerini, per girare una scena in un ristorante vicino.

Altre università francesi, invece, danno in affitto i propri locali perché diventino sede di summer school o lezioni private. Per esempio, la Paris Pantheon Assas ha organizzato una master class di preparazione all’esame di abilitazione per la professione di avvocato dalla durata di 110 ore (per 1.600 euro a studente), mentre l’Università di Angers si dedicherà alla ricerca, realizzando un ciclo di conferenze con famosi relatori in ambito medico, farmaceutico e scientifico.

Non solo un modo per risanare i conti in rosso, ma anche per farsi pubblicità: “Questa iniziativa serve per avere visibilità e – spiega Isabelle Richard, preside della Facoltà di Medicina di Angers – permette di attrarre finanziamenti verso alcuni laboratori, come di recente, quello per la lotta contro il cancro”, mentre il direttore del patrimonio dell’Università di Tolosa, Michel Ramongassie, tiene a specificare: “Questo tipo di eventi è un’eccezione e non fa parte di una vera e propria strategia dell’università”.