Consultazione Miur

Il governo Monti ha avviato il mese scorso una consultazione pubblica online sul valore legale della laurea che ha già registrato più di 20mila utenti. Il ministro Profumo si è detto fortemente soddisfatto di una partecipazione così diffusa dei cittadini su un tema di tale rilevanza, eppure l’Udu denuncia un sistema di accreditamento alla consultazione non controllato e di conseguente scarsa credibilità.

Secondo Profumo dunque il feedback diretto dell’opinione pubblica è necessario: “Sui temi di grande interesse è importante sentire i cittadini in modo acritico, partendo da posizioni non predefinite”.

È certo che per il ministro il valore legale della laurea è da considerarsi un focus point del dibattito sociale poiché spesso il settore pubblico usa il titolo di studio in modo anomalo, vale a dire che al maggiore valore della laurea o alla votazione di laurea più alta corrisponde maggior punteggio nelle graduatorie.

L’Unione degli Universitari invece, nonostante sia d’accordo con Profumo sulla necessità di dibattere e confrontarsi sul valore legale del titolo, diffida totalmente della validità del sistema di consultazione elaborato dal sito del Miur, definendolo addirittura una beffa.

L’Udu stessa ha fatto dei tentativi, usando nomi fittizi, per verificare l’attendibilità del controllo effettuato dal Miur sulle registrazioni e ha scoperto così che anche Elvis Presley e Antani Bitumato hanno ottenuto regolare accesso alla consultazione. “I nostri celebri personaggi avrebbero potuto tranquillamente contribuire alla decisione sul futuro dell’università” hanno fatto sapere ironicamente dall’associazione studentesca. La stessa cosa è accaduta per Napoleone e Nonna Papera registrati dal ricercatore universitario Alessandro Ferretti, blogger per Il Fatto Quotidiano.

Attraverso semplici provider di email e calcolatori di codici fiscali, facilmente reperibili sul web, si possono associare infatti al nome di chiunque sia un indirizzo di posta elettronica che un codice fiscale, effettuando così la registrazione e la votazione a nome di qualcun altro, quindi anche più di una volta ciascuno; il risultato della consultazione stessa ne sarebbe chiaramente invalidato.

Per questo l’Udu torna a chiedere che la consultazione sia interrotta e che il questionario sia riformulato da una commissione del Consiglio nazionale universitario e del Consiglio nazionale degli studenti universitari; è necessario infatti per l’Unione che le domande poste siano concretamente utili a rilevare il pensiero dei cittadini in merito e che la consultazione sia legittimata da un reale un sistema di protezione digitale.

“Non è possibile – conclude allarmata l’Udu – incidere sul futuro di un’intera generazione e del Paese in maniera così superficiale e grossolana, soprattutto se i mezzi a disposizione sono a loro volta non idonei”.