Valentina Aprea

Licenziato in commissione Cultura a Montecitorio il decreto che regolamenta l’iter per il commissariamento delle università in dissesto finanziario. Il provvedimento predisposto dal Miur in attuazione delle previsione della legge 240/2010, riceve il via libera parlamentare a valle di un dibattito approfondito e di numerose audizioni. Soddisfatta la presidente della commissione Valentina Aprea (nella foto), per la quale il parere favorevole della commissione, “con alcune condizioni e osservazioni”, suggerisce anche “l’introduzione di un regime di vigilanza”.

Il pratica sembra si sia seguito il suggerimento, giunto tra gli altri dal presidente Crui Marco Mancini, di non penalizzare eccessivamente quegli atenei che fanno registrare segnali di ripresa nella gestione economica e che comunque ottengono buoni risultati nella ricerca e nella didattica. In questo caso, infatti, l’ateneo in difficoltà dovrà presentare un piano quinquennale di rientro approvato dal ministero dell’Istruzione e da quello dell’Economia. Ogni anno poi ci saranno verifiche intermedie dei progressi compiuti in modo da monitorare costantemente l’efficacia degli interventi di risanamento.

Il provvedimento uscito da Montecitorio prevede anche che chi sarà designato commissario per la gestione di un’università in dissesto dovrà possedere esperienza e titoli tali da garantire le sue competenze in ambito, legale, gestionale e scientifico-culturale. Il parere della commissione contiene anche un invito al governo per l’istituzione di un fondo di rotazione, a sostegno delle situazioni di dissesto, che offra prestiti a tasso agevolato per far fronte a temporanee carenze di liquidità, da restituirsi nel termine massimo di dieci anni.

La presidente della commissione Cultura spiega che in questo modo si è aggiunto un nuovo tassello all’attuazione della cosiddetta riforma Gelmini, “a beneficio di una formazione superiore sempre più qualificata ma anche – conclude Valentina Aprea – sostenibile nei costi, con condivisione di responsabilità da parte degli stessi atenei”.