taglio finanziamento collegi di merito universitari

I collegi di merito universitari rischiano il collasso. La causa? Il pesantissimo taglio del finanziamento statale: dai 27 milioni di euro del 2010 si è passati ai poco meno di 14 milioni del 2013. E, per evitare di scomparire, i responsabili della gestione delle residenze destinate agli studenti più brillanti si rivolgono al ministro Carrozza affinché intervenga sulla questione.

Sono 14 gli enti che gestiscono le 76 residenze universitarie di merito sparse in tutta Italia. Questi collegi “d’eccellenza” ospitano in tutto circa 5mila studenti, i quali, dopo aver superato una rigida selezione per essere ammessi, pagano una retta proporzionale all’Isee (con borse di studio a copertura totale per i più indigenti). Il finanziamento di queste strutture dipende dal capitolo di bilancio 1696 del MIUR, che include tanto i collegi di merito universitari legalmente riconosciuti quanto i collegi statali (come la Normale e il Sant’Anna di Pisa). E i tagli non sono una novità.

Già la previsione di spesa per questo capitolo per il triennio 2011-2013 era calata, dai 27 milioni del 2010, a 13,5, ma allora si riuscì a trovare una soluzione per scongiurare il tracollo. Fu la VII Commissione permanente del Senato a chiedere al governo di rimodulare le risorse, ritenendo il taglio previsto – del tutto simile a quello riproposto adesso – “un taglio troppo drastico che mette in serio rischio la prosecuzione delle attività di molti dei collegi esistenti”.

A guidare l’operato della commissione, come recita il documento presentato in quell’occasione, fu la determinazione nel preservare i collegi di merito universitari in Italia che “rappresentano una risorsa strategica per il conseguimento di obiettivi di qualità nell’apprendimento e nella formazione degli studenti”. E il Ministero dell’Istruzione alla fine stanziò poco meno di 19 milioni di euro, saliti poi a 22 nel 2012.

Ora il rischio è che il finanziamento ai collegi di merito universitari subisca un taglio analogo a quello, che poi non ci fu, nel 2011. Ovviamente, la conseguenza sarebbe identica: l’impossibilità di mandare avanti le residenze. Anche perché quello previsto dal MIUR è un taglio lineare: nessun monitoraggio, nessuna valutazione preventiva. E così gli enti che gestiscono i collegi hanno rivolto un appello al ministro Carrozza perché eviti una così drastica riduzione dei fondi, in modo che questi istituti possano continuare a contribuire al sostegno e alla promozione degli studenti “talentuosi ma privi di mezzi”, garantendo uno dei principi contenuti nella nostra Costituzione.