Francesco Profumo

Anche il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo, traccia il bilancio dei suoi primi cento giorni alla guida del Miur, che giungono proprio mentre è in visita all’Università di Palermo, dove lo scorso sabato è stato contestato da un gruppo di studenti.

All’indirizzo dell’auto blu di Profumo sono state lanciate uova e cori di contestazione da una cinquantina di studenti delusi per la linea di continuità con il governo e il ministro precedenti. Ma Profumo, secondo il quale i contestatori non erano studenti, con i quali invece ha dialogato in maniera proficua, rivendica di non fermarsi neanche dinanzi a questi episodi nella sua scelta di vivere il suo nuovo incarico “andando sul campo”.

Com’è avvenuto sabato 25 febbraio, con quella che sul sito internet del Miur veniva annunciata come la “prima visita di un ministro dell’Istruzione allo Zen di Palermo”, il quartiere periferico considerato “difficile”. Da quell’esperienza il ministro Profumo, in un’intervista al Quotidiano Nazionale, annuncia un progetto ad hoc per le aree a rischio già finanziato, evidenziando che in quartieri come quello palermitano nonostante le pesanti condizioni esterne ci sono “situazioni umane e professionali” di gran lunga migliori di quanto si possa immaginare.

Il ministro dell’Istruzione si è poi soffermanto, più che sui suoi primi cento giorni, sui suoi programmi per i prossimi mesi. E in materia di università ha riconosciuto che gli stanziamenti statali per il diritto allos tudio si sono ridotti in maniera da penalizzare eccessivamente gli studenti che legittimamente aspirano all’assegnazione di una borsa di studio.

L’obiettivo del lavoro che si sta facendo con le Regioni e i rappresentanti degli studenti, spiega Profumo, è proprio quello di assegnare già da prossimo anno la borsa di studio a tutti gli studenti che risulteranno idonei a riceverla. Il Miur, ha annunciato, ha stanziato 60 milioni di euro in più rispetto ai 110 del 2011: ora tocca alle Regioni contribuire con un ulteriore finanziamento al raggiungimento dell’obiettivo.

Anche sul tema dell’abbandono universitario il ministro si è espresso con la chiara intenzione di sostenere la fase dell’orientamento alla scelta del corso di laurea, ritenendo insufficiente che ci si informi al quinto anno delle superiori e spiegando che è necessario invece anticipare la fase di informazione e contatto con gli atenei a quarto anno.

Per questo, ha concluso Profumo, le sperimentazioni in materia di “immatricolazione anticipata” e poi confermata subito dopo il superamento degli esami di maturità vanno estese all’intero territorio nazionale, in modo che la scelta degli studi universitari sia più ponderata e “accompagnata” da appositi programmi di affiancamento sui quali pure si sta lavorando.