calcio accordo tra universita cattolica e lega pro

Il calcio si lega sempre di più alla scienza. Proprio in questa direzione va anche l’accordo appena siglato tra il Centro di ricerca in Biochimica e Nutrizione dello Sport (CriBeNS-UCSC) dell’Università Cattolica di Roma e la Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro), che hanno firmato un progetto di collaborazione per ottimizzare le performance degli atleti e, con dieta e allenamenti personalizzati, allevare dei veri campioni dello sport. Sì, perché il segreto del calciatore perfetto è scritto nel DNA. O meglio, nella combinazione di alcune varianti dei geni. Quelli legati alle performance muscolari, alla resistenza, allo scatto, e via dicendo.

La scienza scende in campo per aiutare la Lega Pro a individuare nuovi talenti del calcio e farli crescere in modo che abbiano la possibilità di realizzare il proprio potenziale. Per riuscirci, i ricercatori dell’Università Cattolica effettueranno analisi genetiche e molecolari, ma anche prelievi di sangue e urine per “valutare una serie di marcatori di performance dell’atleta”, come ha spiegato il responsabile dell’U.O.S. di Diagnostica Molecolare Clinica e Personalizzata del Centro di ricerca dell’ateneo, Ettore Capoluongo. Perché alcuni segreti dei talenti sportivi – anzi, del loro DNA – sono ormai stati svelati dalla ricerca: “la letteratura scientifica ha ormai reso disponibili dati importanti di associazione tra varianti di sequenza presenti in alcuni geni e la capacità di adattarsi meglio ad alcune tipologie di attività sportiva, di preparazione, e di recupero post-training”, ha continuato Capoluongo.

Perciò, a fare di uno sportivo un campione sono (anche) puri fatti genetici. Che la Lega Pro, in questa partnership con l’Università Cattolica, vuole individuare e valorizzare. Ma l’accordo non si basa solo sull’uso della genomica e della biologia molecolare, perché per ottimizzare le performance degli sportivi occorre il supporto anche di dietistica e scienze dello sport. Capire quale sia il ruolo più adatto per ognuno di loro e impostare allenamenti e diete personalizzati in base a caratteristiche e metabolismo di ogni atleta è, infatti, cruciale.

Certo, qualcuno potrebbe rimpiangere un po’ del romanticismo del calcio di una volta, quando campioni del calibro di Pelè o Maradona crescevano giocando nelle strade. Ma il futuro è questo e magari un giorno avremo anche degli sportivi ‘bionici’.