Palazzo Loggia a Brescia

La polizia di Brescia, delegata dalla Procura, ha effettuato delle perquisizioni domiciliari nei confronti di cinque studenti nel corso della mattinata del 4 gennaio. I perquisiti, quattro dei quali risultano essere aderenti o simpatizzanti del “Kollettivo studenti in lotta”, tutti di maggiore età, tra cui una donna, e un attivista della sinistra critica e collaboratore di “Radio Onda d’Urto”, emittente antagonista bresciana, sono indagati per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, istigazione a delinquere e tentata invasione di edificio. Tra gli indagati ci sarebbero anche tre minorenni del collettivo studentesco.

I fatti risalgono allo scorso 12 dicembre, giorno dello sciopero generale indetto dalla Cgil per protestare contro la manovra economica del governo Monti. A margine della manifestazione svoltasi a Brescia, gli studenti del “Kollettivo” si erano distaccati dal resto del corteo e avevano tentato di entrare a Palazzo Loggia, sede della giunta comunale, al fine di compiere una occupazione dimostrativa. Il tentativo era stato arrestato dagli agenti della Digos e dalla polizia locale, e in quei momenti di tensione, sotto il porticato del palazzo, un membro della Digos aveva riportato la frattura di due costole.

Nel decreto di perquisizione e sequestro l’obiettivo dell’azione delle forze dell’ordine era la ricerca di armi o oggetti atti ad offendere, oltre a documentazione cartacea ed informatica. Agli studenti è stato sequestrato vario materiale, tra cui alcuni computer, ma non ci sarebbero oggetti contundenti. Radio Onda d’Urto definisce la perquisizione condotta dalla questura una “operazione repressiva”. Per l’emittente l’azione è pesante e sproporzionata rispetto a quanto successo in occasione del tentativo di occupazione.

La radio antagonista bresciana sottolinea inoltre come un numero così alto di perquisizioni domiciliari nei confronti di giovani studenti non avvenisse dal 1979, dando dunque all’azione delle autorità, in seguito a quanto accaduto il 12 dicembre, il contorno di una intimidazione che sembra rivolta a scoraggiare gli studenti e le organizzazioni sociali in vista delle possibili contestazioni già in cantiere contro i provvedimenti economici del governo Monti.