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Mentre le università si apprestano ad approvare i nuovi statuti, prosegue meno velocemente del previsto l’iter attuativo della riforma Gelmini, che da settembre dovrebbe essere realizzato al 70 per cento in modo da poter poi inaugurare una stagione di concorsi nazionali secondo i nuovi dettami.

Il presidente del Consiglio universitario nazionale (Cun), Andrea Lenzi, si è detto fiducioso sul rispetto della tempistica, che dovrebbe consentire di avviare l’abilitazione entro fine anno e i concorsi nel corso del 2012. “Il nuovo sistema consente di selezionare i migliori e mette anche i commissari nella necessità di essere adeguati come curriculum per potere essere giudici” ha aggiunto Lenzi.

Finora però, dei circa cinquanta provvedimenti di attuazione della legge 240/2010 è stato approvato soltanto il decreto che istituisce appunto l’abilitazione nazionale, mentre sono passati al vaglio del Cun quello che ridefinisce i settori scientifico-disciplinari e quello che dovrebbe mettere ordine in materia di equipollenze dei titoli. Più complesso il lavoro che condurre alla definizione dei parametri qualitativi per i candidati e per gli stessi commissari dei concorsi.

Anche in questo caso Lenzi si mostra ottimista, dicendosi certo che entro l’estate anche questa parte della riforma sarà attuata. Un altro punto caldo è quello legato al cosiddetto blocco degli scatti sancito dalla manovra economica del governo. Bilanci stipendi e carriere saranno regolamentati in virtù di un pacchetto di provvedimenti attualmente al vaglio del dicastero guidato da Giulio Tremonti.

Un altro elemento di novità molto atteso sarà la piena operatività dell’Anvur: l’Agenzia di valutazione del sistema universitario e di ricerca ha già passato il vaglio del presidente della Repubblica, che ha approvato i nomi del consiglio direttivo con decreto, e la verifica “contabile” della Corte dei Conti.

Si attende adesso che il ministro Gelmini convochi il consiglio direttivo e consenta così che l’organismo cominci a lavorare. altrimenti, spiega il presidente del Cun Lenzi, si rischia che vada disperso il “know how” derivante dal lavoro del Civr e del Cnvsu, gli organismi che hanno svolto finora le funzioni attribuite all’Anvur.