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Viaggiare assieme ad altre persone per ridurre i costi del trasporto. Questo l’obiettivo del car pooling – cioè l’utilizzo dell’auto in gruppo – la nuova pratica lanciata dall’Università di Urbino per rispondere alle esigenze di mobilità dei propri studenti pendolari e fuori sede. Questi, infatti, costituiscono circa il 55 per cento degli iscritti. Grazie alla partnership avviata martedì scorso tra l’ateneo e il portale carpooling.it, chi di solito percorre tanti chilometri per seguire le lezioni, può adesso spostarsi con minori spese.

Il meccanismo è piuttosto facile: utilizzando la grande piattaforma messa a disposizione dal portale italiano di car pooling, gli studenti hanno la possibilità di cercare altri compagni di viaggio con cui condividere lo stesso tragitto e anche i costi dello spostamento. In questa maniera, “puntiamo – spiega il rettore dell’università marchigiana, Stefano Pivato – a migliorare i nostri servizi e ad agevolare la raggiungibilità di Urbino, facendo da apripista tra gli atenei a un’iniziativa che è anche un stimolo alla socializzazione”.

Mediante questa nuova alternativa di trasporto, gli studenti che abitano fuori città andrebbero a risparmiare – così come riportato in una nota di presentazione dell’iniziativa – fino al 75 per cento sulle spese di viaggio. Ma i vantaggi non riguardano solo l’aspetto economico: con meno automobili in circolazione, infatti, ci sarebbero di conseguenza meno emissioni di anidride carbonica nell’aria. Tutto questo dunque va direttamente a favore dell’ambiente, rendendo così l’Università di Urbino un vero e proprio ateneo ecocompatibile. Si stima, per esempio, che il carburante finora risparmiato tramite questa pratica ammonti a circa 430 milioni di litri.

In altri Paesi “l’auto di gruppo” ha raggiunto grandi risultati. Si calcola che il portale gratuito dedicato a questa nuova modalità di spostamento abbia raggiunto a oggi quasi quattro milioni di utenti iscritti, mentre ogni giorno sarebbero 650 mila le opportunità di viaggio. Per il professor Giovanni Boccia Artieri, delegato rettorale alla Comunicazione integrata dell’ateneo marchigiano, il car pooling è definibile come “una buona pratica comportamentale”, che andrebbe diffusa quanto più possibile e non solo fra gli studenti.