figure professionali piu richieste 2012

L’anno da poco terminato è stato tra i peggiori per l’occupazione giovanile: il 2012 infatti si è concluso con un meno 31 per cento nelle assunzioni di under 30 da parte delle imprese. In questo scenario poco confortante le figure professionali più richieste, stando a quanto emerge dall’elaborazione di Datagiovani sui dati raccolti da Unioncamere, sono state quelle di media specializzazione. Tra i circa 200mila nuovi assunti, per lo più nel settore del commercio e nei servizi, dominano quindi i diplomati, confermando un preoccupante calo di offerte di lavoro destinate a profili altamente qualificati.

A livello geografico, nel 2012 il maggior numero di assunzioni è avvenuto nelle regioni del Centro, mentre sono calate di circa il 30 per cento rispetto all’anno precedente le richieste di nuove figure professionali al Nord e nel Mezzogiorno. Il Lazio, in particolare, è stata la regione in cui si sono concentrate più opportunità per i giovani laureati e diplomati, seguito dalla Toscana e dall’Umbria. La provincia con più nuove assunzioni è stata quella di Roma (circa 15mila), seguita da Milano (13.460 nuovi inserimenti), dove però si è registrato un calo di neoassunti under 30 pari al 31 per cento sul 2011.

Il quadro fornito da Datagiovani mette in risalto l’inadeguatezza del mercato del lavoro italiano nel fornire chance appetibili per i laureati e, in generale, i soggetti maggiormente qualificati. Le figure professionali più richieste nel 2012 sono state i commessi delle vendite al dettaglio (23mila nuovi addetti), i magazzinieri e i camerieri. Gli unici profili che hanno resistito alla crisi, dunque, sono stati quelli per i quali è necessario un livello di istruzione medio-basso e conta di più l’addestramento professionale.

Tra le figure professionali più qualificate nel 2012 è andata bene agli informatici, in particolare ad analisti e progettisti di software, ai tecnici della vendita e ai contabili. L’informatica è il settore che ha offerto più opportunità ai giovani al di sotto dei trent’anni, ma è anche uno di quelli nei quali è stato più difficile trovare candidati. Ciò non toglie, tuttavia, che in Italia le imprese ricerchino sempre meno profili “high skilled“, segno che si investe troppo poco in settori ad alto tasso di innovazione. La prova di tutto questo è che il titolo di studio che “paga” di più è il diploma (richiesto nel 48 per cento dei casi), mentre le nuove assunzioni di laureati rappresentano solo il 15,4 per cento del totale e c’è un buon 10 per cento di nuovi ingressi per i quali è stata sufficiente la sola qualifica professionale.