Le università telematiche in crescita rappresentano oggi uno dei cambiamenti più evidenti del sistema universitario italiano. Non si tratta più di una nicchia, ma di un modello sempre più diffuso, scelto da un numero crescente di studenti con esigenze diverse rispetto al passato.
I numeri lo confermano. Gli iscritti hanno superato quota 300.000, più del doppio rispetto ai circa 140.000 dell’anno accademico 2019-2020. Una crescita rapida, che ha modificato in pochi anni il peso degli atenei online all’interno del panorama universitario.
Accanto agli studenti, cresce anche il valore economico del settore. Il comparto delle università telematiche supera i 3 miliardi di euro, posizionando l’Italia al terzo posto in Europa, dietro Regno Unito e Germania, ma con uno dei tassi di crescita più dinamici. A livello europeo, il mercato della formazione universitaria online vale oltre 57 miliardi di dollari e continua ad espandersi.
Università telematiche in crescita, i numeri del fenomeno
La crescita non riguarda solo il numero di iscritti, ma anche il numero di laureati e il ruolo che questi atenei stanno assumendo nel sistema complessivo. Le università telematiche passano infatti dall’11,9% dei laureati totali nel 2020 al 24,3% nel 2024. Un dato che evidenzia come il fenomeno non sia temporaneo, ma strutturale.
In alcune aree, il peso è ancora più evidente. Nel 2024-25, oltre il 59,2% dei laureati in scienze motorie ha conseguito il titolo in un ateneo telematico. Percentuali elevate anche in scienze della formazione (44,8%), nutrizione (42,4%) e giurisprudenza (40,1%).
Un dato particolarmente rilevante riguarda anche le tempistiche nel conseguire la laurea. Nelle università telematiche, l’80,9% degli studenti si laurea in corso, contro il 54,7% degli atenei tradizionali. Un divario che in alcuni corsi, come giurisprudenza, arriva quasi a raddoppiare.
A cos’è dovuta la rapida crescita?
La crescita delle università telematiche è legata soprattutto alla loro capacità di adattarsi alle esigenze contemporanee. Offrono una maggiore flessibilità nella gestione del tempo, permettendo di conciliare studio, lavoro e vita personale. E non si tratta solo di comodità, dato che in molti casi rappresentano l’unica opzione concreta per chi non può frequentare in presenza o per chi decide di riprendere gli studi dopo anni.
Negli ultimi cinque anni, questo modello si è rafforzato anche grazie all’ampliamento dell’offerta formativa. Infatti, sono stati attivati oltre 40 nuovi corsi di laurea online, con una diffusione sempre più trasversale tra le varie discipline. Alcuni dati rendono chiaro il cambiamento. Per esempio, in scienze motorie uno studente su due sceglie il percorso telematico. Seguono scienze della formazione con il 43% e psicologia con il 36,7%.
Chi sceglie oggi le università telematiche?
Il profilo degli studenti è cambiato in modo significativo. Le università telematiche sono più frequentate solo da chi cerca una soluzione alternativa, ma da una platea sempre più ampia e variegata. Molti studenti sono anche lavoratori, professionisti o semplicemente adulti che vogliono acquisire nuove competenze o riorientare il proprio percorso. Ma è in crescita anche la presenza di studenti più giovani, che vedono nella flessibilità un vantaggio concreto.
E proprio perché le esigenze sono così diverse, le differenze tra i vari atenei incidono soprattutto su aspetti concreti, come: supporto, servizi e organizzazione didattica. Elementi che spesso fanno la vera differenza nel percorso.
Università telematiche e lavoro, cosa dicono i dati
Per anni, uno dei principali dubbi sulle università telematiche ha riguardato l’inserimento nel mondo del lavoro. Oggi, i dati mostrano un quadro completamente diverso. Infatti, a un anno dalla laurea, il tasso di occupazione dei laureati telematici è del 77,4% contro il 74,4% delle università tradizionali. Una differenza che, nel contesto italiano, assume un peso significativo, soprattutto considerando le difficoltà storiche di ingresso nel mercato del lavoro per i giovani.
Questo dato si inserisce in un mercato del lavoro caratterizzato da una forte difficoltà nel reperire competenze. Secondo i dati più recenti, 7 aziende su 10 faticano a trovare profili tecnici, con criticità particolarmente elevate nei settori legati al digitale, all’industria e alle trasformazioni tecnologiche in corso.
Il risultato è un modello diverso rispetto a quello tradizionale, in cui il titolo non rappresenta più solo un punto di arrivo, ma si inserisce in un percorso già avviato, fatto di esperienza, competenze e crescita progressiva. Studio e lavoro finiscono così per sovrapporsi e rafforzarsi a vicenda, riducendo la distanza tra formazione e inserimento professionale.
Cosa cambia per chi deve scegliere l’università?
La crescita delle università telematiche non sostituisce il modello tradizionale, ma amplia le possibilità. Oggi scegliere un percorso universitario significa valutare anche modalità, tempi e obiettivi personali. Per alcuni studenti, l’università in presenza resta la scelta più adatta. Mentre per altri, la flessibilità delle telematiche rappresenta un’opportunità concreta.
Per questo motivo, prima di decidere è fondamentale avere un quadro chiaro delle proprie attitudini e degli obiettivi da raggiungere. Fare un test di orientamento può aiutare a individuare il percorso più coerente, mentre le simulazioni dei test permettono di arrivare preparati e affrontare la scelta con maggiore consapevolezza.


