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Università telematiche: gli esami in presenza tornano obbligatori?

da | Feb 2026 | Università telematica | 0 commenti

Gli esami in presenza tornano al centro dell’attenzione per le università telematiche. Dopo il decreto ministeriale approvato a fine 2024, che ha ridefinito le regole per gli atenei online, la valutazione finale deve svolgersi fisicamente in aula. La didattica digitale resta confermata, ma esami di profitto e verifiche conclusive non possono più essere sostenuti a distanza.

La scelta punta a rafforzare i controlli e ad avvicinare il modello delle università telematiche agli standard previsti per gli atenei tradizionali. Negli ultimi anni, soprattutto dopo la fase emergenziale, gli esami online erano rimasti una componente importante dell’offerta formativa digitale. Ma, con le nuove direzioni gli esami in presenza diventerebbero la modalità ordinaria.

Emendamento salva-Bandecchi e deroga agli esami in presenza

Proprio sull’applicazione di questa regola, si è inserito il confronto parlamentare legato al decreto Milleproroghe. Durante l’iter di conversione è stata infatti presentata una proposta di rinvio dell’obbligo di esami in presenza per le università telematiche.

L’emendamento è stato ribattezzato nel dibattito politico “salva-Bandecchi”, in riferimento al fondatore di uno dei principali atenei telematici italiani. Ma al di là della definizione, il tema riguarda l’equilibrio tra flessibilità organizzativa e necessità di garantire modalità di valutazione più rigorose.

La proposta è stata poi riformulata in modo più restrittivo. La deroga agli esami in presenza non riguarderebbe più l’intero sistema delle università telematiche, ma solo categorie specifiche di studenti che si trovano in situazioni particolari, come:

  • studenti stabilmente impegnati all’estero
  • iscritti in Paesi coinvolti nel Piano Mattei
  • studenti residenti in Stati interessati da conflitti o situazioni emergenziali

In questi casi sarebbe possibile sostenere ancora esami online per un ulteriore anno accademico, così da garantire la continuità del percorso universitario. Per tutti gli altri iscritti, invece, l’obbligo di esami in presenza resterebbe pienamente operativo.

Questo compromesso cerca di mantenere ferma la regola generale, introducendo però una flessibilità limitata per situazioni oggettivamente complesse.

Rapporto Censis e università telematiche, tra didattica digitale ed esami online

Il confronto sugli esami in presenza si inserisce in una fase di crescita delle università telematiche. Il primo Rapporto Censis dedicato alla didattica digitale ha analizzato la percezione degli studenti che hanno scelto questo tipo di percorso, restituendo un quadro articolato.

Dai dati del report emerge una valutazione positiva della didattica online e della possibilità di sostenere esami a distanza. Molti studenti, infatti, indicano come fattori decisivi la conciliazione tra studio e lavoro, la flessibilità nell’organizzazione del tempo e la possibilità di seguire le lezioni in modalità asincrona.

Un dato significativo riguarda l’accesso agli studi. Quasi un laureato su due nelle università telematiche dichiara che senza modalità digitale non avrebbe completato il proprio percorso accademico. Evidenziando il ruolo degli atenei online nel ridurre barriere economiche e logistiche.

Cosa cambia ora per chi studia in una università telematica?

Alla luce di queste novità, per chi è già iscritto o sta valutando l’iscrizione a una università telematica cambia soprattutto l’organizzazione delle sessioni d’esame. Le lezioni continueranno a essere erogate online, ma gli esami in presenza diventeranno parte stabile del percorso accademico.

La deroga prevista dal Milleproroghe, se confermata in via definitiva, riguarderà quindi esclusivamente le situazioni legate alla permanenza all’estero in contesti specifici. Mentre, per la maggior parte degli studenti sarà quindi necessario programmare la partecipazione alle prove in aula.

Il decreto dovrà essere convertito in legge entro il 1° marzo. Solo dopo quel passaggio si avrà la conferma definitiva del perimetro della deroga. La direzione però sembrerebbe già delineata.

Esami in presenza e futuro delle università telematiche

La questione degli esami in presenza segna una nuova fase per le università telematiche. Dopo anni in cui la flessibilità delle prove online aveva contribuito alla crescita del settore, il sistema sembra orientarsi verso regole più definite sulla valutazione finale, mantenendo però l’impianto della didattica digitale.

Il passaggio parlamentare del Milleproroghe chiarirà l’estensione effettiva della deroga, ma il quadro generale appare già definito. Tuttavia, le università telematiche continuano a rappresentare un’opzione strutturale nel panorama accademico italiano, in un equilibrio sempre più preciso tra accessibilità e standard condivisi.

Studente che segue una lezione online al computer in una università telematica prima del ritorno agli esami in presenza
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Università telematiche: esami in presenza obbligatori? Cosa sta succedendo..
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Università telematiche: esami in presenza obbligatori? Cosa sta succedendo..
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Il Milleproroghe introduce una deroga limitata agli esami in presenza per le università telematiche. La regola generale resta l’obbligo di svolgere le prove finali in aula.
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