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	Commenti a: Università di Padova, ricercatrice pubblica un libro sulla &#8220;filosofia della morte&#8221; in Harry Potter	</title>
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	<description>Leggi tutte le recensioni e trova il corso di laurea adatto a te</description>
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		Di: Il Mago di Oz		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Il Mago di Oz]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 19:22:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un volume la cui quarta di copertina paragona Harry Potter al &#039;Fedone&#039; platonico e a &#039;Essere e tempo&#039; sorprende per due motivi: il primo perché ciononostante vi sono persone disposte a leggerlo senza temere di contaminarsi, il secondo poiché se pensavamo che il ciarpame culturale che ammala la nostra società avesse già toccato il fondo, beh, scopriamo ahinoi di esserci sbagliati. In un mondo normale, una marchetta su Harry Potter e la filosofia andrebbe soggetta ad un igienico ostracismo anzitutto da parte di chi la cultura dovrebbe difenderla. Ora, invece, nell&#039;epoca dei Fabio Volo, gli si fa pubblicità sui giornali. Per eventuali emulatori, dispensiamo di buon grado qualche reboante titolo di grido, da affiancare ad un&#039;ipotetica collana degli orrori. Progenitori, ovviamente, la &#039;strana coppia&#039; Potter-Macor: &#039;Diario di un seduttore &#039;reloaded&#039;: Berlusconi e Kierkegaard&#039;; &#039;Il mito di Diotima da Hölderlin alla Minetti&#039;; &#039;Bungee Jumping con Empedocle&#039;; &#039;Ansimare con Anselmo: ipotesi teologiche sul porno&#039;; &#039;Fantacalcio Zen secondo Roby Baggio&#039;, ecc. Ma dico: un po&#039; di pudore, un po&#039; di vergogna! Qualcuno si prenda la briga di spiegare all&#039;autrice che un&#039;Università non è il salotto della Bignardi, che per autopromuoversi nel circo dell&#039;idiozia collettiva non serve sforzarsi tanto, addirittura scrivendo un libro; basta in verità molto meno, che so, zampettare all&#039;Isola dei Famosi, stabilire il &#039;record&#039; nel lancio del salame ungherese, incatenarsi mezzo pomeriggio travestiti da pensionati davanti alla sede dell&#039;INPS. Forse, di &#039;Essere e tempo&#039;, sarebbe opportuno rileggere il § 27: &quot;[...] Ce la passiamo e ci divertiamo come ci &#039;si&#039; diverte; leggiamo, vediamo e giudichiamo di letteratura e di arte come &#039;si&#039; vede e &#039;si&#039; giudica [...] Ogni primato è silenziosamente livellato. Ogni originalità è subito dissolta nel risaputo [...] La cura della medietà rivela una nuova ed essenziale tendenza dell&#039;Esserci: il  &#039;livellamento&#039; di tutte le possibilità di essere&quot;. Bene, il libro di Anna Macor non è che una tardiva, di per sé insignificante e piuttosto squallida conferma del &quot;livellamento&quot; di cui parla Heidegger, dove la &quot;medietà&quot;, nella raccapricciante forma del consumo, della volontà-di-pubblicità e dell&#039;aspirazione alla notorietà che accomuna ormai università e spettacolo, ha soppiantato ogni genuina disposizione al pensiero e ad un confronto reale con i problemi che la contemporaneità ci pone.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un volume la cui quarta di copertina paragona Harry Potter al &#8216;Fedone&#8217; platonico e a &#8216;Essere e tempo&#8217; sorprende per due motivi: il primo perché ciononostante vi sono persone disposte a leggerlo senza temere di contaminarsi, il secondo poiché se pensavamo che il ciarpame culturale che ammala la nostra società avesse già toccato il fondo, beh, scopriamo ahinoi di esserci sbagliati. In un mondo normale, una marchetta su Harry Potter e la filosofia andrebbe soggetta ad un igienico ostracismo anzitutto da parte di chi la cultura dovrebbe difenderla. Ora, invece, nell&#8217;epoca dei Fabio Volo, gli si fa pubblicità sui giornali. Per eventuali emulatori, dispensiamo di buon grado qualche reboante titolo di grido, da affiancare ad un&#8217;ipotetica collana degli orrori. Progenitori, ovviamente, la &#8216;strana coppia&#8217; Potter-Macor: &#8216;Diario di un seduttore &#8216;reloaded&#8217;: Berlusconi e Kierkegaard&#8217;; &#8216;Il mito di Diotima da Hölderlin alla Minetti&#8217;; &#8216;Bungee Jumping con Empedocle&#8217;; &#8216;Ansimare con Anselmo: ipotesi teologiche sul porno&#8217;; &#8216;Fantacalcio Zen secondo Roby Baggio&#8217;, ecc. Ma dico: un po&#8217; di pudore, un po&#8217; di vergogna! Qualcuno si prenda la briga di spiegare all&#8217;autrice che un&#8217;Università non è il salotto della Bignardi, che per autopromuoversi nel circo dell&#8217;idiozia collettiva non serve sforzarsi tanto, addirittura scrivendo un libro; basta in verità molto meno, che so, zampettare all&#8217;Isola dei Famosi, stabilire il &#8216;record&#8217; nel lancio del salame ungherese, incatenarsi mezzo pomeriggio travestiti da pensionati davanti alla sede dell&#8217;INPS. Forse, di &#8216;Essere e tempo&#8217;, sarebbe opportuno rileggere il § 27: &#8220;[&#8230;] Ce la passiamo e ci divertiamo come ci &#8216;si&#8217; diverte; leggiamo, vediamo e giudichiamo di letteratura e di arte come &#8216;si&#8217; vede e &#8216;si&#8217; giudica [&#8230;] Ogni primato è silenziosamente livellato. Ogni originalità è subito dissolta nel risaputo [&#8230;] La cura della medietà rivela una nuova ed essenziale tendenza dell&#8217;Esserci: il  &#8216;livellamento&#8217; di tutte le possibilità di essere&#8221;. Bene, il libro di Anna Macor non è che una tardiva, di per sé insignificante e piuttosto squallida conferma del &#8220;livellamento&#8221; di cui parla Heidegger, dove la &#8220;medietà&#8221;, nella raccapricciante forma del consumo, della volontà-di-pubblicità e dell&#8217;aspirazione alla notorietà che accomuna ormai università e spettacolo, ha soppiantato ogni genuina disposizione al pensiero e ad un confronto reale con i problemi che la contemporaneità ci pone.</p>
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