Home News Ricerca universitaria Come si scrive un tweet virale? Lo spiega la scienza

Come si scrive un tweet virale? Lo spiega la scienza

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Siete alla ricerca della ricetta per scrivere il cinguettio perfetto? Quello che è in grado di trasformarsi in un tweet virale e, magari, farvi diventare – anche solo per qualche ora – una star di Twitter? Sappiate che William Brady e un gruppo di suoi colleghi, della New York University, hanno appena pubblicato uno studio che potrebbe darvi una mano a partorire un pensiero di successo in 140 caratteri. La ricerca, che si è meritata un posto tra le pagine della rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), ha analizzato 560mila cinguettii relativi a temi “caldi” per l’opinione pubblica statunitense, per capire quali siano le caratteristiche che accomunano quelli che hanno totalizzato il maggior numero di retweet.

Stando a ciò che è emerso dallo studio, un tweet virale con grande probabilità contiene termini dalla forte valenza sia a livello morale sia a livello emotivo. Un esempio? La parola “avidità”. In generale, i temi che hanno maggior successo su Twitter sono cambiamento climatico, matrimoni tra persone dello stesso sesso e controllo delle armi. Negli USA, i tweet che si focalizzano su di essi e usano un linguaggio in grado di toccare nell’intimo gli altri utenti, si diffondono rapidamente a suon di retweet.

La capacità che i social network hanno di diffondere rapidamente un messaggio è apprezzata anche dai politici, che spesso usano Twitter e Facebook per pubblicare le proprie dichiarazioni, senza passare attraverso il filtro dei giornali e delle televisioni. Per questo, sempre più studi si stanno concentrando su tali modalità di comunicazione, cercando di stabilire quali siano le idee sociali e politiche che godono di maggior successo e si diffondono in maniera più rapida ed estesa.

Nel corso della loro analisi, i ricercatori della New York University hanno appurato che un tweet virale spesso contiene termini quali “paura”, che ha un forte impatto emotivo, oppure “dovere”, che ne ha uno morale. I messaggi che si diffondono di più, tuttavia, sono quelli contenenti termini che hanno una connotazione di entrambi i tipi. Usare parole che colpiscono tanto a livello emotivo quanto morale aumenta del 20 per cento la probabilità di ricevere retweet. Occorre tenere presente, però, che le condivisioni arrivano quasi esclusivamente da utenti della stessa ideologia politica dell’autore del cinguettio, perché con questo genere di messaggi “non si può certo sperare di avere fortuna con persone che la pensano in modo diverso dal nostro”, sottolinea Brady.

Dallo studio sono emerse anche alcune curiosità. Gli utenti americani di Twitter apprezzano i messaggi favorevoli ai matrimoni gay, più di quelli sfavorevoli, condividendo con maggior frequenza soprattutto quelli che contengono un’idea positiva, usando hashtag quali #lovewins (#l’amorevince). Per quanto riguarda il cambiamento climatico, invece, è più probabile che diventi un tweet virale quel cinguettio che enfatizza le conseguenze drammatiche per l’ambiente. “Questi risultati possono in parte spiegare perché negli Stati Uniti le differenze tra liberali e conservatori si stanno accentuando: le comunicazioni che fondono moralità ed emozione tendono a produrre un effetto di cassa di risonanza che può estremizzare la polarizzazione ideologica“, è la conclusione di Jay Van Bavel, uno dei coautori dello studio.

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