Si è tenuto in Emilia Romagna, la “Pink STEM: Orientare alla parità”, promosso dal Polo Italiano Formazione Lavoro, da FAAD Network e dal Polo La Dotta di Rimini, presso il quale si è svolto l’evento.
L’iniziativa ha avuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Rimini e di Confindustria Romagna, in collaborazione con STEAMiamoci e con il media partner Today. Un appuntamento che ha riunito il mondo della formazione, le imprese e le istituzioni per affrontare uno dei divari più persistenti nel sistema educativo italiano: la scarsa presenza femminile nei percorsi scientifici e tecnologici.
I dati sugli Studenti STEM
Nei corsi STEM quattro studenti su cinque sono uomini. Le donne, pur rappresentando la maggioranza assoluta della popolazione universitaria, costituiscono appena il 20% degli iscritti ai percorsi scientifici. Una forbice che non riguarda il talento, ma i condizionamenti culturali che ancora oggi orientano le scelte formative.
Il talk si è aperto con gli interventi istituzionali di Francesco Genovese, Presidente del Polo Italiano Formazione Lavoro, ed Emma Salerno, Responsabile del Polo La Dotta, che hanno sottolineato il ruolo dell’orientamento come leva strategica per ampliare le opportunità delle giovani donne e favorire un riequilibrio nei settori a più alto impatto tecnologico.
«Pink Stem nasce come tappa di un progetto nazionale che porta il Polo Italiano a lavorare sul divario nelle discipline scientifiche. Dai nostri dati, su circa 20 mila studenti analizzati, le donne sono il 60% degli iscritti, ma solo una su cinque sceglie percorsi STEM. Per colmare questo gap servono un orientamento capillare e un’alleanza forte con le imprese, luoghi sempre più centrali della formazione pratica» ha dichiarato Francesco Genovese, Presidente del Polo Italiano Formazione Lavoro.
Il tema dell’evento si è intrecciato con la settimana che precede la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un collegamento non solo simbolico: la violenza può essere culturale, invisibile, fatta di aspettative sociali che limitano le scelte e restringono gli orizzonti professionali. Contrastarla significa anche contrastare gli stereotipi che frenano l’ingresso delle donne nei settori tecnologici.




