Sindrome dell’impostore. Cos’è e cosa implica sul lavoro

da | Mag 2026 | Lavoro

Hai mai sentito parlare della Sindrome dell’impostore? La Sindrome dell’impostore (o “impostor syndrome”) è una condizione psicologica in cui una persona, nonostante risultati oggettivi e riconoscimenti, ha la sensazione di non meritare il proprio successo e teme costantemente di essere “smascherata” come incompetente.

E sul lavoro, anche quando vengono riconosciute le proprie capacità, molti lavoratori continuano a sentirsi non all’altezza.

Un nuovo studio di ilCVperfetto, condotto su oltre 1.000 lavoratori in Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, rivela quanto sia diffusa la sindrome dell’impostore e come influenzi il modo di lavorare, le decisioni professionali e il clima aziendale.

 Sindrome dell’impostore sul lavoro 2026:

Ecco alcuni dati emersi dal report Sindrome dell’impostore sul lavoro 2026:

  • Il 51% degli intervistati afferma di sentirsi almeno qualche volta non all’altezza del proprio ruolo.
  • Quasi 7 persone su 10 sentono la pressione di apparire più competenti o sicure di quanto si sentano realmente.
  • Più del 27% reagisce lavorando più del necessario per dimostrare il proprio valore.
  • Il 68% dichiara che questo senso di inadeguatezza ha avuto un impatto negativo sul proprio percorso professionale.
  • Solo il 7% afferma che manager e leader parlano apertamente di difficoltà o errori.

Il report completo è disponibile a questo link.

L’insicurezza aumenta con la pressione

Circa 7 persone su 10 si sentono sotto pressione sul lavoro, non solo per la paura di sbagliare, ma anche per il bisogno di apparire più sicuri e competenti di quanto in realtà si sentano. In particolare:

  • il 40% sente sempre o spesso questa pressione
  • il 29% la prova qualche volta
  • il 31% la prova raramente o non la prova mai

Secondo chi ha partecipato al sondaggio, questa insicurezza dipende più dall’ambiente di lavoro che da una vera mancanza di capacità.

L’impatto sulla carriera

Quasi la metà degli intervistati afferma che questa insicurezza ha già influito sulle proprie scelte professionali:

  • in modo significativo o abbastanza evidente (44%)
  • in modo limitato (24%)
  • senza effetti particolari (20%)
  • non vive questo tipo di disagio (12%)

Ma il problema non riguarda solo il percorso del singolo. Quando una persona si mette costantemente in discussione, anche il lavoro ne risente e, di conseguenza, possono risentirne i risultati dell’azienda.

E tu ti riconosci in questo studio? Ti sei mai sentito/a inadeguato sul posto di lavoro.

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