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Giannini va avanti decisa sull’abolizione del test d’ammissione a Medicina dal 2015. Ma i rettori sono perplessi

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Nessuna marcia indietro. Questo è il concetto che il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini ha sottolineato durante la riunione tenutasi ieri nella quale ha incontrato i rettori per discutere della riforma del sistema di accesso a Medicina, che avrebbe come conseguenza l’abolizione – che Giannini è decisa a far diventare realtà già dal 2015 – del test di ammissione.

Ma il cambiamento rischia di travolgere gli atenei italiani. L’accesso libero a Medicina, infatti, potrebbe far letteralmente esplodere il numero degli iscritti al primo anno, prospettiva che allarma non poco i rettori, i quali non saprebbero come far fronte – vista la carenza di strutture e personale – a questa ondata di immatricolazioni.

Il ministro, però, non ha intenzione di lasciare spazio ai ripensamenti e intende mantenere la promessa, fatta a ridosso delle elezioni europee, di abolire al più presto il test di Medicina. Da questo punto di vista, l’incontro di ieri non ha aperto spiragli per i rettori, ai quali, tuttavia, è stato promesso che si adotteranno delle misure per rendere la situazione più sostenibile. Tra le ipotesi sulle quali il MIUR sta lavorando, c’è quella di spalmare gli iscritti tra i corsi di laurea affini. Alcuni rettori intervistati dopo la riunione hanno svelato che una delle possibilità che il ministero sta valutando è quella di suddividere gli immatricolati tra i corsi di laurea in Medicina, in Farmacia, in Biologia e in Biotecnologie, prevedendo al primo anno solo gli insegnamenti in comune (chimica, biologia, fisica, ecc.).

Un vero progetto operativo per l’abolizione del test di Medicina, tuttavia, non c’è ancora. A confermarlo è stato anche Roberto Lagalla, rettore dell’Università di Palermo e vicepresidente della CRUI con delega alla Medicina, che ha parlato di un clima di grande collaborazione, nella cornice di un incontro politico e non tecnico. Nonostante questo, se la posizione del ministro Giannini è ferma, altrettanto lo è quella dei rettori, che mantengono le proprie riserve e propongono altre soluzioni per fare una scrematura. Ad esempio, l’introduzione di un test di orientamento alle scuole superiori per dissuadere chi non è veramente motivato, anche se il ministro non è particolarmente entusiasta dell’idea. Per sapere chi la spunterà e quando (e se) ci sarà l’addio al test di Medicina c’è ancora da attendere.

1 commento

  1. E vergognoso il test di ammissione attuale!!!!!!!!
    Meglio la selezione agli esami e tasse proibitive per i fuoricorso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    La graduatoria nazionale e classista e costringe all alloggio in città costose se ti toccano come sede!!!
    Allora in una famiglia di operai non fa medicina nessuno??????????
    Proprio una riforma di sinistra per la gente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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