Rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2018

Aumenta la regolarità negli studi e diminuisce l’età al momento della laurea. Questi sono due dei dati più significativi che emergono dal Rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2018. L’indagine realizzata dal consorzio interuniversitario ha coinvolto 276mila laureati dell’anno 2017. Il report è stato presentato in occasione del Convegno “Mutamenti strutturali, laureati e posti di lavoro”, tenutosi all’Università di Torino, lunedì 11 giugno.

Rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2018: sempre meno i ritardatari

Il Rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2018 è stato elaborato a partire dai dati relativi a 157mila laureati di primo livello, 81mila di secondo livello e 36mila laureati magistrali a ciclo unico delle 74 università che aderiscono al consorzio. La percentuale di coloro che hanno ottenuto il titolo entro i tempi previsti è in crescita e si attesta al 51,1 per cento (era il 48,8 nel 2016). Un dato in deciso miglioramento rispetto a quello di 10 anni prima. Nel 2007, infatti, solo il 37,9 per cento dei laureati riuscì a fare altrettanto.

A essere particolarmente regolari negli studi sono soprattutto i laureati di secondo livello, che hanno concluso il proprio percorso senza ritardi nel 58,6 per cento dei casi. Lo stesso ha fatto poco più della metà – il 50,8 per cento – dei laureati di primo livello. I più “lenti” sono stati quelli dei corsi magistrali a ciclo unico, che sono riusciti a laurearsi entro i tempi previsti sono nel 39,1 per cento dei casi.

Cala l’età media alla laurea, ma anche (lievemente) il voto ottenuto

Il Rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2018 indica che l’aumento della regolarità negli studi si accompagna alla diminuzione dell’età media alla laurea. Nel 2017 il dato si è attestato a 26 anni (era 26,1 nel 2016). Esattamente un anno in meno rispetto a quello registrato nel 2007 (27 anni). In media la laurea di primo livello arriva a 24,8 anni, quella di secondo livello a 27,4 anni e quella magistrale a ciclo unico a 27.

Alla diminuzione dell’età e alla maggiore regolarità negli studi corrisponde, tuttavia, una lievissima diminuzione del voto medio di laurea. Nel 2007 era 102,9, mentre nel 2017 è stato 102,7 su 110. I più “bravi” sono i laureati di secondo livello, che mediamente hanno ottenuto 107,7. Quelli magistrali a ciclo unico, invece, hanno un voto medio di laurea di 104,6 e quelli triennali si sono fermati a 99,8 su 110.

6 laureati su 10 hanno svolto un tirocinio o uno stage curricolare

Il 57,9 per cento dei laureati 2017 ha compiuto un’esperienza di tirocinio curricolare o ha effettuato uno stage riconosciuto dal corso di studi. Nel 2007 quelli che avevano fatto lo stesso erano solo il 50,8 per cento. Il Rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2018 mostra che questo genere di attività è più gettonata tra i laureati di secondo livello (60,3 per cento), che non tra quelli dei corsi magistrali a ciclo unico (44,2 per cento).

Un discorso a parte lo meritano i laureati di secondo livello, che hanno fatto un tirocinio durante la specialistica/magistrale nel 60 per cento dei casi. A tale quota, infatti, va sommato un ulteriore 12,5 per cento che ha comunque fatto un’esperienza sul campo, ma solo durante la triennale. Il che porta il totale tra i laureati di secondo livello al 72,5 per cento. Stage e tirocini curricolari sono valutati positivamente dai laureati, che ne hanno un’opinione decisamente favorevole nel 69,5 per cento dei casi.

Mentre aumenta la percentuale di quelli che hanno fatto uno stage o un tirocinio, il Rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2018 mostra che diminuisce il tasso di coloro che hanno avuto almeno un’esperienza di lavoro durante gli studi. Nel 2007 era del 74,9 per cento, dieci anni più tardi è scesa al 65,6 per cento.

Aumentano i laureati che hanno trascorso un periodo di studio all’estero

Secondo il Rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2018 cresce anche la quota di coloro che hanno trascorso un periodo di studio all’estero. Si è passati dal 7,9 per cento del 2007 all’11,1 per cento del 2017. Si tratta di un’ottima notizia, soprattutto considerando che – stando ad altri approfondimenti realizzati da AlmaLaurea – un’esperienza di studio con un programma europeo come l’Erasmus, a parità di condizioni, aumenta del 14 per cento le chance di trovare un lavoro ad un anno dalla laurea.

Forti delle esperienze all’estero durante l’università, i laureati 2017 sono disponibili a lavorare in un altro Stato europeo nel 48,4 per cento dei casi. Il 33,7 per cento di loro si è detto pronto a trasferirsi addirittura in un altro continente. Solo il 2,8 per cento del campione ha dichiarato di non essere propenso a trasferirsi all’estero né a effettuare trasferte.

Quasi il 90 per cento è soddisfatto dell’esperienza universitaria

L’88,1 per cento del campione sul quale si è basato il Rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2018 si è detto soddisfatto dell’esperienza universitaria appena conclusa (nel 2007 era l’87,1 per cento). Il 69,1 per cento si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso ale lo stesso ateneo. Il 12,6 per confermerebbe il percorso di studi, ma in un altro ateneo. Il 9,1 per cento cambierebbe corso di laurea, ma non università.