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Rapporto AlmaDiploma 2016: quasi un giovane su due è pentito della scuola superiore scelta

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Se c’è un problema serio che all’Italia converrebbe affrontare di petto per quanto riguarda il mondo della formazione, è sicuramente quello dell’orientamento. O, per meglio dire, del “dis-orientamento”, come lo definisce il rapporto AlmaDiploma 2016, dal quale emerge un dato che la dice lunga sull’inefficacia del sistema che dovrebbe accompagnare i ragazzi dell’ultimo anno delle scuole medie nella scelta dell’indirizzo di studi per le superiori: quasi uno su due tra i diplomati nello scorso luglio, potendo tornare indietro, non opterebbe più per lo stesso tipo di scuola o lo stesso istituto.

Il rapporto AlmaDiploma 2016 si basa sulle risposte fornite da 40mila giovani provenienti da 261 istituti scolastici situati in sei regioni italiane. Dall’indagine si apprende che il 47 per cento del campione sarebbe felice di poter tornare indietro e cambiare la propria scelta. Per il 13 per cento a essere giudicato sbagliato non è l’indirizzo di studi, bensì l’istituto scelto. Un altro 8 per cento, invece, opterebbe sempre per la stessa scuola, ma preferirebbe un corso di studi diverso (ad esempio liceo delle scienze applicate, invece del classico liceo scientifico). Il restante 26 per cento cambierebbe addirittura tutto, sia istituto che indirizzo.

Secondo l’analisi contenuta nel rapporto AlmaDiploma 2016, il massimo del rimpianto si registra tra i ragazzi delle scuole professionali, dove raggiunge il 52 per cento. Sono pentiti anche il 48 per cento dei diplomati presso gli istituti tecnici, mentre la quota più bassa di insoddisfazione è quella – comunque alta – dei liceali, che rinnegano la propria scelta solo in 45 casi su 100.

I motivi che spingono gli studenti italiani a pentirsi sono nel 41 per cento dei casi il rimpianto di non essersi concentrati su materie diverse, nel 20 per cento quello di non aver compiuto un percorso di studi che prepari meglio al mondo del lavoro e nel 16 per cento quello di non aver seguito un corso più in linea con il percorso universitario intrapreso.

Va un po’ meglio per quanto riguarda la chiarezza delle idee rispetto al futuro. Tra i diciannovenni freschi di maturità, il rapporto AlmaDiploma 2016, solo il 13 per cento si dichiara incerto sul proprio avvenire formativo o professionale. I più sicuri sono, ancora una volta, gli ex-liceali (il 93 per cento ostenta certezza), i più confusi quelli che provengono dagli istituti tecnici (21 per cento di indecisi).

Dal rapporto AlmaDiploma 2016 si evince, dunque, che la vera fase delicata è quella della transizione tra le medie e le superiori, nella quale i ragazzi sono chiamati a una scelta importantissima ma non hanno gli strumenti per affrontarla con serenità. E né loro né le loro famiglie ricevono l’aiuto esterno necessario. A parte gli Open day, oggi sempre più in voga, non ci sono iniziative particolarmente incisive dedicate all’orientamento, che possano contribuire a chiarire le idee agli studenti rispetto alle proprie attitudini e alle proprie aspirazioni.

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