Quando il CV non arriva ai recruiter

da | Mar 2026 | Lavoro

Un nuovo report de ilCVperfetto evidenzia una frustrazione crescente tra i candidati: c’è chi ammette di aver mentito nel CV, chi prova a cambiare settore e chi teme che il proprio curriculum non arrivi mai a un recruiter.

Un nuovo sondaggio de ilCVperfetto, punto di riferimento per CV e consigli di carriera, rivela che il 59% di chi cerca lavoro pensa che meno di un quarto delle proprie candidature venga esaminato da una persona. Un dato che conferma la sfiducia crescente verso gli Applicant Tracking System (ATS).

Il report Le difficoltà della ricerca di lavoro nel 2026, basato sulle risposte di oltre 1.000 lavoratori che hanno cercato lavoro negli ultimi 12 mesi, descrive un quadro molto chiaro. Tra i dati emersi, il 27% ammette di aver mentito nel curriculum, il 42% si candida per posizioni per le quali è sovraqualificato e il 71% cerca opportunità al di fuori del proprio settore per avere più possibilità di trovare lavoro.

Cosa è emerso dal sondaggio 

  • Il 58% ritiene che un recruiter veda meno del 25% delle candidature inviate online.
  • Solo 1 su 5 è convinto che la maggior parte delle candidature arrivi effettivamente nelle mani di un recruiter.
  • Il 27% dichiara di aver mentito nella candidatura per disperazione.
  • Il 71%, per difficoltà nel trovare posizioni in linea con il proprio profilo, ha inviato CV anche per ruoli al di fuori dal proprio settore.
  • Il 42% si è candidato per posizioni per cui è sovraqualificato ed è disposto ad accontentarsi pur di lavorare.

Quando l’urgenza fa cambiare strategia

La difficoltà nel trovare lavoro porta molti candidati a prendere scorciatoie o ad accettare compromessi:

  • Il 27% dichiara di mentire nel CV per aumentare le probabilità di essere selezionato.
  • Il 71% allarga il raggio e si candida fuori dal proprio settore, pur sapendo di avere meno probabilità di successo.
  • Il 42% è disposto ad accettare ruoli inferiori alle proprie qualifiche perché non vuole restare troppo a lungo senza lavoro.

Candidature che svaniscono nel nulla

Cresce la percezione che CV e candidature inviate finiscano in una sorta di vuoto digitale:

  • Il 31% ritiene che meno del 10% delle proprie candidature sia arrivato ad essere esaminato da una persona.
  • Un altro 28% pensa che venga esaminato da un recruiter solo l’11–25%, segno di forte scetticismo sull’efficacia degli ATS.
  • Meno di 1 su 5 (19%) crede che oltre la metà delle proprie candidature arrivi a un recruiter.

Le funzioni “Candidati con un clic” deludono

Nonostante la promessa di semplificare e velocizzare il processo di selezione, funzioni come “Apply” su LinkedIn e simili spesso non portano ai risultati sperati:

  • Il 41% non ha mai ottenuto un colloquio inviando un CV in questo modo.
  • Solo il 10% dichiara di aver ottenuto risultati concreti usando questi strumenti.
  • Il 19% preferisce non usare questi sistemi perché li ritiene poco efficaci.

Metodologia del sondaggio

I risultati si basano su un sondaggio condotto su 1.000 persone in cerca di lavoro negli Stati Uniti, realizzato il 5 febbraio 2025. Il questionario comprendeva domande a scelta multipla e su scala di valutazione su: esperienze di candidatura, ostacoli nei processi di selezione e opinioni su come viene vista, ad oggi, la ricerca di lavoro. Per partecipare al sondaggio, era necessario aver cercato lavoro nell’ultimo anno.

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