Politecnico Torino primo laureato in alto apprendistato

Formarsi tra università e azienda: al Politecnico di Torino il primo laureato magistrale in Alto Apprendistato

da | Dic 2014 | News | 11 commenti

Tra i dottori magistrali che saranno proclamati il prossimo 12 dicembre al Politecnico di Torino ce ne sarà uno molto speciale: il primo laureato italiano in Alto Apprendistato. Il particolare percorso di studi fa parte di una sperimentazione promossa dalla Regione Piemonte e prevede l’alternanza tra formazione universitaria e aziendale.

Il primo laureato in Alto Apprendistato d’Italia si chiama Andrea Fonti e ha svolto una formazione sul campo nell’ambito dei software di controllo di sistemi per l’automazione, esperienza che gli ha permesso di “imparare lavorando” grazie un contratto di apprendistato presso l’azienda SPEA Spa di Volpiano (Torino), senza dover rinunciare a completare l’ultimo anno del corso di laurea magistrale in Ingegneria Informatica al quale era iscritto.

Mettere insieme studio e lavoro è la scommessa delle lauree in Alto Apprendistato e il Piemonte sta facendo da apripista. Il percorso formativo seguito da Andrea Fonti è stato progettato in tandem da un tutor accademico e dalla SPEA Spa e, tra le varie attività previste, comprendeva anche la stesura della tesi di laurea in azienda. Attraverso il contratto di Alto Apprendistato Fonti non solo ha potuto formarsi sul campo, ma gli è stata garantita anche una retribuzione per il lavoro svolto. Quello che è più importante, però, è che grazie alla sua partecipazione a questa iniziativa gli si sono spalancate le porte dell’azienda che, al termine dell’apprendistato, l’ha assunto a tempo indeterminato.

In Piemonte i percorsi di studio in Alto Apprendistato hanno consentito finora l’assunzione di più di 720 giovani tra laureati triennali, dottori di ricerca ed ex studenti di master di I e II livello. Quest’esperienza dimostra che favorendo l’interscambio tra mondo dell’università e mondo produttivo si può dare un impulso all’immissione di tanti ragazzi nel mondo del lavoro. Accogliere studenti in Alto Apprendistato, del resto, è particolarmente conveniente per le imprese, che possono beneficiare di sgravi fiscali, ma non solo. “Testare” e formare sul campo i giovani consente alle aziende di non dover assumere qualcuno a scatola chiusa, cosa che costituisce una garanzia da non sottovalutare.

La speranza è che iniziative del genere si diffondano sempre di più e che l’esperienza di Andrea Fonti e degli altri che hanno partecipato a programmi di formazione in Alto Apprendistato sia replicata su scala sempre più grande per ridare dinamismo al mercato del lavoro e contribuire ad estirpare la piaga della disoccupazione giovanile.

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Luciano Bacco
Luciano Bacco
8 anni fa

Tipica formazione all ‘inglese!

http://www.apprenticeships.gov.uk/

Luciano Bacco
Luciano Bacco
8 anni fa

il connubio Pratica lavorativa abbinata all ‘esperienza Accademica è pratica comune in UK !

http://www.engc.org.uk/news-list/gateway-to-success-for-first-chartered-engineer

Luciano Bacco
Luciano Bacco
8 anni fa

La differenza sostanziale fra il Sistema italiano e quello britannico nel preparare gli ingegneri ( e gli architetti ) e mi riferisco solo a questi, è che il primo ne certifica la mera preparazione accademica ( l’ Esame di Stato è puramente teorico e quindi aleatorio ) mentre il secondo ne certifica la COMPETENZA PROFESSIONALE !

Le tre componenti che concorrono alla formazione di un Qualified British Engineer sono :

Technical Education
Practical training and
Professional Experience

In perfetto accordo con l ‘ assioma : Teoria +Pratica = Competenza Professionale

Luciano Bacco
Luciano Bacco
8 anni fa
Luciano Bacco
Luciano Bacco
8 anni fa

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