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“Non sanno la grammatica”: così a Pisa arriva un corso dedicato agli universitari

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Un corso di grammatica per universitari (italiani) per porre rimedio ai troppi errori nell’uso di apostrofi, accenti, eccetera. Sembra incredibile, ma i giovani che arrivano nei nostri atenei hanno dubbi non di poco conto sull’uso della loro lingua madre, così all’Università di Pisa dal prossimo anno accademico partirà quest’iniziativa senza precedenti.

L’idea è venuta alla professoressa Eleonora Sirsi, docente del Dipartimento di Giurisprudenza, che nel tempo ha constatato come gli universitari abbiano sempre più spesso problemi con la grammatica, l’ortografia, l’uso della punteggiatura e la sintassi. Insomma, come dice la professoressa, “i ragazzi non sanno più scrivere” e questo emerge soprattutto nelle tesi di laurea o negli atti giuridici e amministrativi, che – a causa dei numerosi errori che spesso li caratterizzano – “testimoniano un livello di competenza basso”.

Il corso di grammatica per universitari dell’ateneo toscano nasce dalla collaborazione con il Centro interdipartimentale per l’aggiornamento, la formazione e la ricerca (CAFRE) e riguarderà in particolare l’elaborazione di testi professionali. Nel corso della gestazione dell’iniziativa si sono svolti anche una serie di incontri tra un gruppo di docenti del Dipartimento di Giurisprudenza e di rappresentanti della Scuola di specializzazione per le professioni legali e della Scuola di formazione forense (Fondazione Alto Tirreno) con Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca.

A spingere all’istituzione di un corso di grammatica per universitari è stata la consapevolezza di quanto sia fondamentale per i giuristi la capacità di elaborare testi scritti con un linguaggio preciso e formale. Il corso sarà facoltativo e permetterà a coloro che lo frequenteranno di accaparrarsi 3 crediti formativi (CFU). Lo spirito dell’iniziativa del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa non è solo quello di ‘mettere una pezza’ rispetto a una situazione giudicata piuttosto grave, ma anche quello di accendere i riflettori sul problema a livello nazionale, nella speranza che anche il governo si risolva a prendere al più presto provvedimenti in merito.

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