Con la pubblicazione del decreto n.138 del 27 gennaio 2026, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha autorizzato l’avvio dei percorsi abilitanti 2025/26 per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado.
Il provvedimento definisce: numero dei posti, tipologie di corsi, criteri di accesso e modalità di svolgimento dei corsi abilitanti per docenti, dando ufficialmente il via al terzo ciclo previsto dalla riforma del reclutamento. I posti complessivamente autorizzati sono 63.890, ripartiti tra università e istituzioni AFAM accreditate, con una quota di riserva significativa per i docenti con esperienza di servizio.
I posti autorizzati per i percorsi abilitanti 2025/26
Il decreto MUR stabilisce che per l’anno accademico 2025/26 siano attivati 63.890 posti, distribuiti tra i diversi atenei e le istituzioni AFAM secondo quanto indicato nell’Allegato A. Nella tabella allegata al decreto troverai, per ciascuna istituzione, il numero massimo di posti attivabili per ogni classe di concorso.
Ogni candidato può presentare una sola domanda per percorsi riferiti alla medesima classe di concorso, scegliendo un’unica università o istituzione AFAM. In caso di domande superiori ai posti disponibili, l’ammissione avviene tramite graduatoria di merito.
Riserva del 45% per i docenti con servizio
Accanto al decreto sui posti, il DM n.137 del 26 gennaio 2026 conferma una quota di riserva pari al 45% dei posti a favore di specifiche categorie di docenti. La riserva è destinata a chi ha maturato almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, di cui uno sulla specifica classe di concorso, nelle scuole statali o paritarie, e a chi ha partecipato al concorso straordinario-bis.
All’interno di questa quota, è previsto anche un 5% riservato ai docenti impegnati nei percorsi di istruzione e formazione professionale regionali. Se le domande superano i posti riservati, l’accesso avviene secondo i criteri indicati negli allegati ministeriali, con formazione di una graduatoria specifica.
I corsi da 60 CFU e 30 CFU
L’offerta formativa dei percorsi abilitanti 2025/26 è articolata in più tipologie, pensate per rispondere a profili di accesso differenti.
Il percorso da 60 CFU/CFA è rivolto a chi possiede un titolo valido per l’accesso alla classe di concorso oppure è iscritto a una laurea magistrale a ciclo unico con almeno 180 CFU già conseguiti. Si tratta del percorso ordinario di formazione iniziale per l’abilitazione all’insegnamento.
Il percorso da 30 CFU/CFA è invece riservato ai docenti con tre anni di servizio negli ultimi cinque, di cui almeno uno specifico, e ai partecipanti al concorso straordinario-bis.
Sono inoltre previsti i percorsi di completamento, destinati ai vincitori dei concorsi PNRR. In questo caso l’abilitazione si consegue tramite:
- percorsi da 30 CFU/CFA per i vincitori con tre anni di servizio, inclusi gli insegnanti tecnico-pratici.
- percorsi da 36 CFU/CFA per chi aveva acquisito i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022 o per gli ITP vincitori non ancora abilitati.
Accanto a questi, possono essere attivati anche percorsi da 30 CFU/CFA per il conseguimento di ulteriori abilitazioni.
Come funzionano i percorsi abilitanti 2025/26?
Anche per il 2025/26 è confermata una modalità di svolgimento flessibile. Le attività formative possono essere erogate in modalità telematica sincrona fino al 50%, con esclusione di tirocini e laboratori, che restano obbligatoriamente in presenza.
Per poter accedere alla prova finale è richiesta una frequenza minima del 70% per ciascuna attività formativa. Il tirocinio prevede un impegno diretto nelle classi, con il supporto di tutor coordinatori presso i centri universitari e tutor tirocinanti nelle istituzioni scolastiche.
Per gli insegnanti tecnico-pratici, fino al 31 dicembre 2026 restano validi gli attuali requisiti di accesso, basati su diplomi che già consentono l’accesso alle classi di concorso e sui diplomi ITS.
Nodi aperti e criticità del terzo ciclo percorsi abilitanti 2025/26
L’avvio del nuovo ciclo dei percorsi abilitanti conferma un sistema ormai strutturato, ma non privo di criticità. La tempistica di attivazione dei corsi resta un elemento delicato, soprattutto per i docenti precari che devono conciliare formazione, lavoro e accesso ai permesso per il diritto allo studio.
Un altro punto centrale riguarda i costi, che possono arrivare fino a 2.500 euro per i corsi da 60 CFU e a circa 2.000 euro per quelli da 30 CFU, interamente a carico dei corsisti. Sul piano qualitativo, l’esperienza dei cicli precedenti ha evidenziato limiti nella didattica laboratoriale e nella gestione del tirocinio, con un ricorso significativo alla formazione online.
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