Giannini rassicura: “MIUR al lavoro per l’abolizione del test d’ammissione a Medicina”. Ma slittano i tempi

da | Ago 2014 | News

Archiviato il mese di luglio senza che fosse presentata l’annunciata proposta per l’abolizione del test d’ammissione a Medicina, iniziano a manifestarsi dubbi circa l’effettiva possibilità che la riforma del sistema di selezione degli aspiranti camici banchi arrivi già dal 2015. Ma il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini ha rassicurato gli scettici, dichiarando che al MIUR si lavora in questa direzione e che lo slittamento dei tempi è dovuto solo al sopraggiungere di altre questioni da affrontare.

Era stato lo stesso ministro ad annunciare nell’aprile scorso la volontà di abolire il test d’ammissione a Medicina in favore dell’adozione del modello francese, che prevede l’accesso libero al primo anno di corsi, spostando la selezione al termine di questo. E, sempre il ministro, a maggio aveva fissato la deadline per la presentazione del progetto di riforma, che – secondo quanto annunciato – avrebbe dovuto vedere la luce entro luglio. Ma la scadenza non è stata rispettata e alcuni hanno iniziato a pensare che l’annuncio fosse solo uno spot elettorale, visto che arrivò in prossimità delle consultazioni per il rinnovo del Parlamento europeo.

Il ministro, però, ha smentito le voci critiche e ha spiegato che il lavoro del MIUR per l’abolizione del test d’ammissione a Medicina è tutt’ora in corso. In proposito, sarebbe già stata fissata per la fine del mese una riunione con i rettori degli atenei che hanno nella propria offerta formativa il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia per un confronto sulla riforma.

Tutto a posto, quindi? Non del tutto, perché proprio i rettori restano molto critici in merito alla possibile adozione del modello francese. Il problema principale è quello delle strutture: è facile, infatti, prevedere che aprendo l’accesso al primo anno a tutti gli aspiranti, il numero di iscritti ai corsi di laurea in Medicina schizzerà vertiginosamente verso l’alto, ma mancano le aule per far fronte a una crescita così importante degli studenti.

Viste le resistenze dei rettori e i dubbi espressi anche dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, la vicenda non sembra di facile gestione e probabilmente per l’abolizione del test d’ammissione a Medicina ci vorranno tempi più lunghi di quelli previsti. Così, non sorprenderebbe se anche nel 2015 gli studenti si trovassero a dover ancora fare i conti con il temuto questionario pre-selettivo.

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