La questione delle immatricolazioni a Medicina presso la sede di Tirana collegata all’Università di Roma Tor Vergata continua a generare incertezze. Ma dopo settimane di segnalazioni e proteste, è arrivato un primo chiarimento ufficiale sulle tasse universitarie, restano però aperti i nodi legati all’assegnazione degli studenti e ai criteri utilizzati.
Tasse equiparate tra Roma e Tirana
Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha chiarito che, per l’anno accademico 2025-2026, gli studenti immatricolati a Medicina presso la sede di Tirana pagheranno le stesse tasse previste per la sede di Roma.
Il corso rientra in un accordo di joint degree tra Tor Vergata e l’Università Nostra Signora del Buon Consiglio. La tassazione applicata è quindi quella di un’università pubblica italiana e non quella di un ateneo privato estero, come inizialmente temuto da molti studenti.
L’assegnazione alla sede estera e il ricorso al TAR
Il chiarimento economico non risolve però il problema principale. Sono 220 gli studenti assegnati alla sede di Tirana, molti dei quali dichiarano di non aver scelto consapevolmente una sede estera.
Le criticità segnalate riguardano:
- indicazione poco chiara della sede di Tirana nella domanda di ammissione
- assenza di criteri trasparenti sull’assegnazione
- casi di studenti con punteggi più alti assegnati all’estero rispetto ad altri ammessi in Italia
La vicenda è ora al vaglio del TAR del Lazio, che dovrà pronunciarsi sul ricorso cumulativo presentato dagli studenti.
Disagi organizzativi e incertezza sul percorso
Oltre agli aspetti formali, gli studenti segnalano problemi concreti:
- trasferimento obbligato all’estero
- costi logistici aggiuntivi
- didattica con docenti di Tor Vergata presenti a Tirana solo in periodi limitati
- avvio dell’anno accademico con scadenze ravvicinate
Inoltre, in caso di rinuncia all’assegnazione, molti studenti rischiano di perdere l’intero anno accademico, non potendo iscriversi ad altri corsi in attesa di una decisione definitiva.
Il nodo dei criteri di accesso
Un ulteriore punto critico riguarda le modalità di accesso. Dalle informazioni emerse durante i ricorsi, l’ateneo albanese utilizzerebbe criteri basati sulla media dei voti della scuola superiore, diversi da quelli previsti dal semestre filtro italiano, fondato sugli esami universitari.
Questo elemento rafforza il tema della disparità di trattamento tra studenti ammessi a sedi italiane e studenti destinati alla sede estera.
Sede estera accreditata, ma scelta non esplicita
La sede di Tirana è formalmente una sede estera accreditata di Tor Vergata. Il punto contestato non è l’esistenza della sede, ma l’assenza di una scelta esplicita e consapevole da parte degli studenti in fase di domanda.
Iscriversi volontariamente a un ateneo estero è una condizione diversa dall’essere assegnati a una sede fuori dall’Italia all’interno di una procedura nazionale.
Cosa può succedere ora?
Nel breve periodo, gli scenari possibili sono due:
- una decisione del TAR che imponga correttivi sulle assegnazioni
- un intervento ministeriale per chiarire definitivamente le modalità di destinazione alle sedi estere
Vediamo quindi come il caso Tirana evidenzia una criticità del nuovo modello di accesso a Medicina: l’integrazione delle sedi estere richiede regole chiare, comprensibili e trasparenti, soprattutto quando incidono in modo diretto sulle scelte e sul percorso degli studenti.




