laurea STEM

Laurea STEM: il titolo di studio che spalanca le porte del mondo del lavoro

da | Gen 2023 | Titolo di studio | 0 commenti

Sempre più spesso si sente parlare di corsi di laurea STEM e di quanto i laureati di questi percorsi siano richiesti nel mondo del lavoro.

Ma cosa significa esattamente STEM? E quali sono le lauree di quest’area? Come ci si iscrive a questi corsi? Quali sono le reali prospettive occupazionali?

In quest’articolo risponderemo a tutte queste domande, per fugare i dubbi che a volte possono nascere rispetto a questa tipologia di percorsi di studio.

Nei paragrafi a seguire approfondiremo, nel dettaglio, i seguenti aspetti:

  • Cosa significa laurea STEM?
  • Quali sono i corsi di laurea STEM?
  • Come si accede a questi corsi di laurea?
  • Quali sono le prospettive occupazionali dei laureati dell’area STEM?

Cosa significa laurea STEM?

Per capire cosa significhi laurea STEM bisogna partire proprio dalla parola STEM. Si tratta di un acronimo che sta per Science, Technology, Engineering and Mathematics (vale a dire Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).

L’acronimo è stato coniato negli Stati Uniti e viene usato essenzialmente nel contesto educativo e in quello accademico.

Negli USA, per la verità, non c’è un accordo universale su quali siano le discipline dell’area STEM. Secondo alcuni, infatti, nel novero delle scienze dovrebbero essere incluse anche quelle psicologiche, sociali ed economiche.

In Italia, invece, il gruppo delle discipline STEM è ben definito, pertanto si può tranquillamente affermare che una laurea di questo tipo è un percorso di studi dell’area scientifica o di quella tecnico-ingegneristica.

corsi di laurea STEM

Quali sono i corsi di laurea STEM?

I corsi di laurea STEM, secondo i criteri stabiliti dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), sono quelli appartenenti alle classi di laurea di primo livello, magistrali biennali e a ciclo unico di ambito:

  • matematico;
  • fisico;
  • chimico;
  • biologico e biotecnologico;
  • informatico;
  • delle scienze ambientali e naturali;
  • geologico;
  • statistico;
  • ingegneristico;
  • dell’architettura.

Per il dettaglio delle denominazioni e dei codici delle classi di laurea STEM si rimanda alla tabella ministeriale consultabile a questo link.

Come si accede a questi corsi di laurea?

Le modalità di accesso alle lauree dell’area STEM sono variabili.

I corsi di laurea in Architettura – sia quelli di primo livello in Scienze dell’architettura (L-17) che quelli magistrali a ciclo unico in Architettura e Ingegneria edile-Architettura (LM-4 C.U.) – sono a numero programmato a livello nazionale.

Per potersi immatricolare è, quindi, necessario superare il test d’ammissione che si svolge ogni anno in un’unica data in tutte le sedi sul territorio italiano. Inoltre, occorre classificarsi in posizione utile nella graduatoria nazionale.

Gli altri percorsi di questo gruppo, invece, possono essere ad accesso libero o a numero chiuso a livello locale. Sono i singoli atenei a stabilire se contingentare o meno il numero delle matricole e a stabilire le eventuali procedure di selezione degli aspiranti.

In generale, essendo percorsi molto impegnativi, l’iscrizione ai corsi di laurea dell’area STEM è consigliata solo a coloro che sono in possesso di solide basi di matematica, fisica e chimica e hanno una spiccata propensione per le materie tecnico-scientifiche.

Anche quando non è previsto il numero chiuso, gli atenei spesso prevedono lo svolgimento di test d’ingresso non selettivi per la verifica del livello di competenze di partenza degli studenti e l’assegnazione di eventuali obblighi formativi aggiuntivi (OFA) in caso di gravi lacune.

lauree del gruppo STEM

Quali sono le prospettive occupazionali dei laureati dell’area STEM?

Le lauree dell’area STEM sono tra quelle che fanno registrare le migliori performances a livello lavorativo. In particolare, sia il tasso di occupazione dei laureati che le retribuzioni sono ben al di sopra della media.

Il costante sviluppo scientifico e tecnologico e la crescente importanza dell’analisi dei Big data fanno sì che il mercato del lavoro sia sempre affamato di laureati di questa categoria. Anche perché in Italia il numero di coloro che conseguono una laurea STEM è ancora abbastanza ridotto. Mediamente, infatti, ogni anno solo un terzo circa dei laureati appartengono a questa tipologia.

Le lauree STEM garantiscono quasi la piena occupazione, specialmente per quanto riguarda quelle del ramo statistico e ingegneristico. Inoltre, sono tra i pochi titoli che consentono di ridurre il cosiddetto gender gap. Tra le donne che conseguono una laurea di questo gruppo il tasso di occupazione si avvicina molto a quello degli uomini e lo stipendio medio si discosta un po’ meno.

Sfortunatamente, ciò non è altrettanto vero per gli altri corsi di laurea, pertanto da anni si sta cercando di incentivare sempre più studentesse a scegliere percorsi universitari di ambito tecnico-scientifico, visto che nell’area STEM predominano ancora gli uomini.

La maggior parte dei laureati STEM è attivo nel settore dei servizi o dell’industria, svolgendo per lo più un lavoro dipendente con contratto a tempo indeterminato. Non mancano, tuttavia, i lavoratori autonomi, specie nel ramo dell’architettura.

Tutte le stime sembrano confermare che anche in futuro questo gruppo di lauree sarà tra quelli che garantiranno le migliori prospettive occupazionali tanto in Italia quanto all’estero.

Clicca qui per scoprire quali sono i corsi di laurea STEM presenti nell’offerta formativa delle università italiane

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