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“Vendo laurea in Scienze politiche per mancato utilizzo”. La proposta provocatoria su un sito di annunci

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“Vendesi causa mancato utilizzo laurea in Scienze politiche”. L’insolito annuncio è comparso qualche giorno fa su Internet, sulla pagina romana di Bakeca.it, il famoso sito che ospita richieste e offerte di lavoro, stanze in affitto, ripetizioni, e quant’altro. Il testo dell’annuncio, a metà tra l’ironico e il disilluso, denuncia l’inutilità del titolo di laurea nel nostro Paese e la mancanza di prospettive concrete per quei giovani ai quali, quando erano ancora piccoli, è stato promesso che, se avessero studiato con impegno, la vita avrebbe riservato una serie di gratificazioni.

La laurea per molti è stata un sogno da realizzare, ma una volta ottenuta l’agognata pergamena (a prezzo quasi sempre di grandi sacrifici), il sogno si è sgonfiato a contatto con la dura realtà e il “prezioso” titolo si è rivelato così inutile da poter essere messo in vendita su Internet al migliore offerente. È soprattutto questa dolorosa sensazione di essere stati “presi in giro” dagli adulti ad emergere nell’annuncio: “Quando eravamo piccoli ci avete insegnato a inseguire questo sogno e adesso che facciamo finta di essere grandi anche noi ve lo vendiamo. Per ricordarci che oggi sarà uguale a domani e che i giorni passati a sentirsi raccontare favole erano più interessanti perché il giorno dopo ne arrivava sempre una nuova”.

L’annuncio elenca anche in maniera ironica gli insoliti utilizzi ai quali si potrebbe prestare la pergamena di laurea, essendo del tutto inutile per gli usi canonici, come trovare un lavoro qualificato. Si va dalla costruzione di aeroplanini di carta (fino a tre, viste le “ampie dimensioni dell’attestato”), a quella di un binocolo e perfino a quella di un cartoccio per le caldarroste. Chi si dovesse aggiudicare l’attestato messo in vendita su Internet potrà quindi dedicarsi a “guardare le stelle nelle notti in cui noi facciamo i camerieri” o sgranocchiare castagne mentre fa visita ai negozi “in cui lavoriamo come commessi”, aggiunge con amarezza l’autore.

Sono il senso di fallimento e la mancanza di speranza che traspaiono a far più riflettere, in un Paese nel quale ancora oggi l’Ocse invita ad adottare politiche per aumentare il numero dei laureati, ma il diploma garantisce più chance di assunzione e la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli preoccupanti non solo al Sud. E tutto ciò al di là dei titoli che si abbiano. C’è infatti anche una versione deluxe del pacchetto, che contiene oltre alla laurea “un master, un corso di specializzazione all’estero e vari attestati di lingua nel caso che vogliate arredare una parete delle vostre case con dell’inutile carta straccia”.

L’intento del messaggio è ovviamente provocatorio e serve a richiamare ancora una volta l’attenzione su una delle più gravi emergenze italiane, per la quale troppo poco si fa e si è fatto da molti anni, a parte qualche riforma che non ha davvero inciso sul mercato del lavoro e i soliti proclami ad effetto, poi puntualmente smentiti. È il grido di rabbia e di dolore di un’intera generazione finita a dover mettere la propria laurea in vendita su Internet nel tentativo di dare un senso qualunque al suo conseguimento.

2 Commenti

  1. giovanotti: iscrivetevi a corsi di laurea che sianno appetibili al mondo del lavoro:
    quindi, a mio parere:
    NO assoluto per scienze politiche
    NO per lettere/filosofia – a meno che possiate vivere di rendita
    NO per storia ” ”
    NO per psicologia, fabbrica di illusi, convinti dalla TV …..
    NO per sociologia ” ” ”

    SI per agraria e tutta la enogastronomiaristoriazione in generale
    SI per giurisprudenza, ma con esami in inglese e tedesco di diritto
    SI per economia internazionale

    ma ….
    nulla vieta di parcheggiarvi al cdl dei vostri sogni e … continuare a sognare per molti anni …..

  2. Capisco la provocazione ma si sa come è oggi. Mi stupisco ancora di matricole che, iscrivendosi a corsi poco spendibili, poi arrivati alla fine del percorso si stupiscano che non c’è lavoro, o almeno non c’è lavoro nell’immediato, o meglio ancora che non c’è lavoro attinente e/o soddisfacente. Ormai le cose dovrebbero essere chiare: una laurea, ancor più se non richiesta dal mondo del lavoro o nel territorio in cui si vive e si vuole vivere, non offre nessuna garanzia e a volte può essere anche un intralcio.

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