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Davide Pellerino (Università di Ferrara): “Il governo sia vicino alle condizioni materiali degli studenti”

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La Buona Università si realizzerà solo se il governo sarà vicino alle condizioni materiali degli studenti. A lanciare questo monito al governo è Davide Pellerino, rappresentante degli studenti dell’Università di Ferrara, che ha risposto alle nostre domande nell’ambito dell’inchiesta sul futuro dell’università. Pellerino, membro del Senato accademico eletto nelle liste di Rete Universitaria Attiva (RUA), ci spiega che ciò è realizzabile “solo attraverso un finanziamento più cospicuo dell’intero sistema”, perché le necessità più impellenti sono “le borse di studio, che andrebbero coperte totalmente, risolvendo il problema degli idonei non beneficiari”.

Se le borse di studio e gli idonei non beneficiari sono due delle questioni più spinose, un altro punto che il governo non dovrebbe sottovalutare è la questione tasse. Il rappresentante degli studenti dell’Università di Ferrara in merito è perentorio: “serve un blocco degli aumenti”. Gli importi, infatti, hanno raggiunto cifre difficilmente sostenibili per molte famiglie e, in mancanza di adeguati finanziamenti per il diritto allo studio, questo diventa un criterio di selezione tra chi può e chi non può permettersi una laurea. Come dire che, alla fine, i problemi sono tutti collegati e la soluzione è sempre la stessa, ovvero maggiori investimenti.

Investimenti che, prosegue Pellerino, dovrebbero riguardare anche il reclutamento di ricercatori e docenti, ai quali “andrebbe data maggiore stabilità e dovrebbero essere garantite delle prospettive”. Dal punto di vista del personale, secondo il rappresentante degli studenti dell’Università di Ferrara, il sistema va svecchiato sbloccando il turnover, perché “l’età dei docenti è troppo alta e, in ogni caso, i limiti imposti alla sostituzione dei professori che vanno in pensione si ripercuote sulla qualità dei servizi offerti”.

Le risorse per il sistema vanno trovate, ci spiega Pellerino, e occorre puntare sul diritto allo studio, “un principio garantito anche dalla nostra Costituzione”. La riforma annunciata dal governo, insomma, “deve essere sostanziale, non fermarsi a qualche ritocco sul piano amministrativo”.

Tra i tanti problemi del sistema accademico attuale, c’è poi anche l’annosa questione del numero chiuso. “Il sistema vigente”, dice il rappresentante degli studenti dell’Università di Ferrara, “non va bene e la soluzione del modello francese potrebbe essere praticabile, perché è comunque migliore di quello attuale”. L’obiettivo principale, tuttavia, prosegue Pellerino, resta “l’abolizione totale del numero chiuso”. In merito alla sua realizzazione, secondo il rappresentante, il vero problema non sono nemmeno le strutture o le risorse, bensì “la mancanza di una volontà politica forte, che sappia imporsi”. Una forza che, conclude amaro Davide Pellerino, “l’attuale governo non ha”.

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