Home News Cronaca Giannini: “Il Fondo di finanziamento ordinario premerierà i migliori atenei”

Giannini: “Il Fondo di finanziamento ordinario premerierà i migliori atenei”

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Il prossimo Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) sarà ripartito secondo criteri che valorizzeranno il merito. A dirlo è stato lo stesso ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, nel corso di un intervento al Caffè della Versiliana, a Marina di Pietrasanta. Torna, quindi, a prendere corpo l’ipotesi che si metta in moto un sistema che premi, con un bonus di risorse, i migliori atenei e penalizzi quelli che hanno performance meno buone.

La questione dei criteri da adottare per la ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario tiene banco ormai da qualche anno. L’idea che la suddivisione debba avvenire tenendo conto del merito è stata sposata da tutti gli ultimi ministri, ma un reale sistema di bonus per gli atenei migliori e penalizzazioni per quelli peggiori non è mai entrato realmente in vigore. Questo nonostante sia stato creato un organismo, l’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur), che ha come compito principale proprio quello di stabilire chi sono i più “virtuosi”, che ha già stilato dei rapporti su qualità della didattica e ricerca.

Il ministro Giannini, però, ha mostrato grande decisione e ha dichiarato che “Il fondo che ogni anno il MIUR assegna alle università sarà quest’anno con una quota più sensibilmente assegnata a chi fa meglio e a chi fa peggio. Questa si chiama valutazione e premialità. Altrimenti la valutazione rimane un bell’esercizio di stile che però non si traduce in realtà”.

In passato, tuttavia, i tentativi di introdurre questo meccanismo premiale si sono dovuti scontrare con molte resistenze e, alla fine, sono falliti. Ce la farà Stefania Giannini a vincere e a lanciare sul serio il sistema dei bonus per i migliori atenei? Lo sapremo solo quando sarà nota la ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario di quest’anno, che è già in ritardo rispetto al passato. Un ritardo che allarma i rettori italiani che nel mese di luglio avevano profilato il rischio di una paralisi amministrativa se le quote a disposizione di ciascun ateneo non fossero state rese note entro il mese di luglio.

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