Home News Ricerca universitaria La dieta vegetariana alla lunga aumenta il rischio di cancro

La dieta vegetariana alla lunga aumenta il rischio di cancro

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La notizia che arriva dalla Cornell University (USA) sarà una doccia fredda per molti che hanno abbracciato la dieta vegetariana – o addirittura quella vegana – non solo per motivi etici, ma anche perché la ritengono più salutare di una che includa le proteine animali. Secondo un recentissimo studio pubblicato sulla rivista Molecular Biology and Evolution da un gruppo guidato da Tom Brenna, infatti, un regime alimentare ricco di vegetali ma povero di grassi polinsaturi come quelli contenuti nel pesce alla lunga aumenterebbe il rischio di sviluppare tumori e anche quello di malattie cardiovascolari.

 

La ragione è  che la dieta vegetariana, se protratta per molti anni, potrebbe a una mutazione genetica – denominata rs66698963 – in grado di promuovere uno stato infiammatorio cronico nell’organismo, responsabile di malattie degenerative e precursore del cancro. La mutazione sarebbe responsabile di uno squilibro tra gli acidi grassi di tipo omega-6 e omega-3, che contribuirebbe a innescare l’infiammazione.

Il paradosso che emerge dalla ricerca della Cornell è che la mutazione genetica osservata in popolazioni che da tempo seguono una dieta vegetariana sarebbe correlata soprattutto all’insorgere del cancro al colon e di altre malattie, come quelle cardiovascolari, per le quali fino a oggi sul banco degli imputati sono finite proprio le proteine animali.

E, dunque, se le proteine animali fanno male e nemmeno la dieta vegetariana tiene al riparo dai rischi, non c’è speranza di poter seguire un regime alimentare davvero salutare? Non è del tutto vero, perché lo studio ha segnalato anche che i pericoli per i vegetariani derivano dall’assunzione elevata di oli vegetali ad alto contenuto di acido linoleico come quelli di girasole, di safframo, di soia, di semi di arachide e di mais. Per essere più tranquilli sarebbe necessario limitare l’uso di questi oli. La cosa migliore per l’organismo, però, sarebbe non eliminare del tutto il consumo di alimenti di origine animale, in particolare dei pesci grassi, che essendo ricchi di omega-3 proteggono contro le malattie cardiovascolari e i tumori.

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