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Concorsi truccati per le scuole di specializzazione mediche, il ministro Carrozza annuncia: “D’ora in poi solo prove nazionali”

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Dopo l’ennesimo scandalo dei concorsi truccati per l’ammissione alle scuole di specializzazione mediche, si cambia. L’ha annunciato il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza. Il ministro nei giorni scorsi ha scritto sul suo profilo Twitter che “la migliore risposta a questi concorsi è la futura graduatoria nazionale, l’abbiamo appena varata per decreto e cercheremo di renderla operativa al più presto”.

Insomma, sembra che presto le istanze di quanti da molti anni chiedono più trasparenza ed equità nei concorsi di ammissione alle scuole di specializzazione mediche saranno finalmente accolte. La decisione del ministro Carrozza è stata salutata con favore e speranza, e Federspecializzandi l’ha definita “il preludio per un cambiamento epocale”.

La piaga dei concorsi truccati per l’accesso alle scuole di specialità di area medica è storia antica e non c’è anno nel quale non vengano fuori irregolarità nelle procedure di svolgimento delle prove o che non si scopra che i nomi dei prescelti erano già noti prima del loro svolgimento. Da anni le associazioni studentesche denunciano il predominare delle logiche di cooptazione e del nepotismo, ma fino ad ora nulla si era mosso. E in molti adesso sperano che sia davvero giunto il momento di un cambiamento di rotta.

Di concorsi truccati per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche si è tornati a parlare nei giorni scorsi a causa dell’ultimo caso in ordine di tempo balzato agli “onori” della cronaca: quello della selezione per l’ingresso alla scuola di specializzazione di Cardiologia alla Sapienza, svoltasi nel Luglio scorso. Lo scandalo è scoppiato a seguito di una e-mail spedita alla redazione del quotidiano La Repubblica un mese prima (il 13 Giugno), nella quale erano contenuti i nomi dei vincitori (tra cui quello di uno studente che era solito fare da autista al direttore della scuola), a quanto pare già noti a tutti da tempo.

A proposito della questione, il rettore Luigi Frati ha annunciato che si farà tutto il possibile per far luce sulla vicenda ed ha fatto partire un’inchiesta amministrativa interna. Nel frattempo, le associazioni studentesche sono tornate alla carica, sostenendo che non si tratti di un caso isolato e che alla Sapienza i concorsi truccati per le scuole di specializzazione siano la prassi.

2 Commenti

  1. Il punto è che sono truccati tutti i concorsi di tutti i dipartimenti di tutte le università itlaiane, in cui ci sia in ballo almeno una certa dose di interesse economico o di carriera. Dunque non solo quelli delle specializzazioni mediche: è la prassi delle nostre università, di gran parte dei nostri professori (soprattutto quelli che lavorano più per avere potere che per fare didattica) e dei nostri rettori, che si rendono responsabili di continue vere e proprie truffe. E il danno è ancora più grave, quanto più chi lo compie (professori e rettori) dovrebbe innanzitutto dare e rappresentare un esempio di formazione, se non fosse che, appunto, proprio la maggior parte di loro ha fatto carriera avanzando in quello stesso modo che – forse per istinto di autoconservazione – porta avanti con ostinazione, truccando i concorsi pubblici.

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