Lecce boccia l’università islamica. Il Comune respinge il progetto

da | Feb 2015 | News

Tramonta – almeno per il momento – il progetto della prima università islamica italiana. Il Comune di Lecce ha bocciato il progetto di Giampiero Khaled Paladini, l’imprenditore convertitosi due anni fa alla religione di Maometto, che prevedeva la creazione nella città pugliese di un ateneo dedicato allo studio della cultura musulmana. Se si tratti di uno stop definitivo oppure no, però, è presto per dirlo.

L’amministrazione comunale ha detto di no al progetto di Paladini in considerazione dell’attuale clima di tensione generato dalle esecuzioni dell’Isis e dagli attentati di Parigi, che alimenta ansie e paure nei cittadini nei confronti dell’Islam, e che rende il piano dell’imprenditore “quantomeno inopportuno”, come l’ha definito l’assessore all’urbanistica del capoluogo pugliese, Severo Martini. Paladini, tuttavia, non si arrende e promette che andrà avanti.

Il piano per l’università islamica di Lecce non si fermerà per questo primo diniego, almeno secondo Paladini, che si è detto per nulla scoraggiato. “Ce lo aspettavamo”, ha commentato, aggiungendo fiducioso che nel giro di un paio di settimane saranno presentati la fondazione e il progetto e, “se saranno idonei e corretti non c’è motivo per cui non debbano essere approvati”.

L’università islamica che Paladini ha in mente non è un ateneo di formazione per imam, piuttosto un equivalente della Cattolica, con facoltà come Filosofia, Lettere e Teologia. Nelle intenzioni dell’imprenditore doveva sorgere nell’area dell’ex manifattura tabacchi di Lecce, ma non si è trovato un accordo trattativa con la società milanese che ne detiene la proprietà, per cui adesso si pensa a un nuovo sito, nella zona della superstrada Lecce-Brindisi. Ciò costituisce un altro ostacolo alla realizzazione dell’università islamica, perché, ricorda l’amministrazione, “questa soluzione richiederebbe varianti urbanistiche“. E le polemiche sull’università islamica non finiscono qui. Resta infatti aperta la questione relativa all’identità – al momento sconosciuta – dei finanziatori, che ha fatto storcere il naso perfino all’imam di Lecce.

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