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La migliore università pubblica d’Italia è Siena: ancora una volta l’ateneo toscano è al vertice della classifica Censis

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L’Università di Siena è anche quest’anno il miglior ateneo pubblico d’Italia. Questo è il responso della Classifica università Censis-Repubblica 2014, che le ha attribuito una media di 103,2 punti. Al secondo posto assoluto è finita l’Università di Bologna a pari merito con quella di Trento, con un punteggio medio pari a 97,8, mentre il terzo gradino del podio è occupato dal Politecnico di Milano (97 punti).

Edita da La Repubblica e realizzata in collaborazione con il Censis, la Grande Guida Università 2014-2015 riunisce le graduatorie generali – suddivise secondo il numero di iscritti nell’a.a. 2012-2013 nelle categorie “mega” (oltre 40mila), “grandi” (da 20mila a 40mila), “medi” (tra 20mila e 10mila), “piccoli” (fino a 10mila) e “politecnici” – e quelle dedicate esclusivamente alla didattica. Con una novità: quest’anno, per la prima volta, la classifica università Censis-Repubblica 2014 apre anche agli atenei privati, suddividendoli in “grandi” (da 10mila a 20mila iscritti), “medi” (tra 5mila e 10mila) e “piccoli” (fino a 5mila).

Per quanto riguarda la valutazione generale degli atenei, gli indicatori considerati per l’elaborazione della classifica università Censis-Repubblica 2014 sono:

  • servizi: basato sul rapporto tra numero di pasti erogati e iscritti e tra numero di posti e contributi per l’alloggio e iscritti residenti fuori regione;
  • borse e contributi: che tiene conto del rapporto tra spesa per gli interventi a favore degli studenti da parte di atenei ed enti per il diritto allo studio e numero di iscritti;
  • strutture: che considera il rapporto tra il numero di posti in aule, biblioteche e laboratori e quello degli iscritti;
  • web: che valuta la funzionalità e i contenuti dei siti Internet degli atenei;
  • internazionalizzazione: basato sul numero di iscritti stranieri in rapporto al totale, mobilità studentesca in entrata e in uscita e spese di università ed enti per il diritto alla studio per i programmi di scambio internazionale in proporzione al numero degli iscritti.

I punteggi che le università possono riportare in ciascuna di queste voci vanno da un minimo di 66 a un massimo di 110.

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