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Classifica Financial Times Global Masters in Finance 2017, la Bocconi è settima a livello mondiale

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La Classifica Financial Times Global Masters in Finance 2017 sorride alla Bocconi. L’ateneo milanese guadagna due posizioni rispetto all’anno scorso nella graduatoria dei migliori percorsi di studio in Finanza stilata dall’autorevole quotidiano economico-finanziario britannico e si piazza al settimo posto con il proprio Master of Science in Finance. Il corso di laurea magistrale, la cui didattica è interamente in lingua inglese, deve il proprio successo grazie all’ottimo career service e alla retribuzione media dei laureati.

Proprio il servizio di placement professionale, che accompagna gli studenti nella ricerca di lavoro, è il fiore all’occhiello del percorso di studi. Rispetto a questo specifico indicatore della Classifica Financial Times Global Masters in Finance 2017, infatti, la Bocconi è addirittura prima al mondo. Contribuiscono al buon risultato dell’ateneo privato meneghino anche il forte legame con il mondo della finanza internazionale e quello con il mondo della ricerca. Come dimostra il fatto che quasi la totalità del corpo docente del corso di laurea (ben il 97 per cento) sia in possesso di un PhD.

I plus che hanno permesso al Master of Science in Finance della Bocconi, diretto dal Prof. Massimo Guidolin, di scalare la Classifica Financial Times Global Masters in Finance 2017 sono sottolineati con orgoglio dall’ateneo, che va fiero dei “legami storici con le sedi centrali dei maggiori operatori del mondo della finanza e, in particolare, dell’investment banking“, come spiega il prorettore all’internazionalizzazione, Stefano Caselli. Grazie a questo, l’ateneo annualmente organizza a Milano degli appuntamenti speciali, gli Investment Bank Week-ends, durante i quali selezionatori provenienti dalle 18 più importanti banche d’investimento intervistano e reclutano i migliori studenti e laureati.

Una tale pluralità di rapporti consente di guardare con fiducia al futuro, nonostante la Brexit e l’ipotesi che la City di Londra perda la propria centralità: “il legame consolidato con le sedi centrali di tutti i maggiori operatori assicura la continuità nel placement, ovvero nella possibilità di trovare subito lavoro, dei nostri studenti, indipendentemente – conclude Caselli- da quale sarà la prossima capitale della finanza”.

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