L’Università Cattolica del Sacro Cuore ha conquistato un nuovo traguardo nel panorama della ricerca europea, ottenendo due ERC Synergy Grant 2025, tra i riconoscimenti più prestigiosi dello European Research Council.
È un risultato che conferma la capacità dell’Ateneo di competere a livello internazionale e di promuovere una ricerca di frontiera capace di unire discipline umanistiche e scientifiche in un unico approccio all’innovazione. I due progetti premiati riguardano ambiti molto diversi, l’archeologia e la medicina, ma condividono la stessa visione, fare della conoscenza un motore di progresso umano e tecnologico.
Due ERC Synergy Grant alla Cattolica, un doppio successo per la ricerca italiana
I Synergy Grant rappresentano la forma più avanzata di finanziamento del programma ERC, riservata a team interdisciplinari che affrontano sfide scientifiche di grande complessità. L’obiettivo è sostenere gruppi di ricercatori in grado di proporre soluzioni originali e ad alto impatto, combinando competenze diverse in progetti con forti ricadute sul piano della conoscenza.
Essere tra le istituzioni italiane con più Synergy Grant assegnati nel 2025 conferma il ruolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore come polo di eccellenza scientifica. L’Ateneo, attraverso i suoi campus di Milano e Roma, ha dimostrato di saper integrare la ricerca umanistica e quella biomedica, promuovendo una collaborazione costante tra dipartimenti e partner internazionali.
I due progetti vincitori si distinguono non solo per la qualità metodologica ma anche per la capacità di proporre un impatto concreto, il primo nel campo della conoscenza storica e dell’identità europea, il secondo nel miglioramento delle tecniche diagnostiche in ambito clinico.
Coco, le comunità connesse dell’Europa altomedievale
Nel settore umanistico il riconoscimento è andato al progetto Coco (Connected Communities in Early Medieval Europe), coordinato da Caterina Giostra, docente ordinaria di Archeologia medievale presso la Cattolica. Il progetto indaga le reti di relazione e di scambio tra le comunità europee nei secoli successivi alla caduta dell’Impero Romano con l’obiettivo di ricostruire le dinamiche di connessione tra popolazioni, culture e territori.
Attraverso un approccio multidisciplinare che combina archeologia, storia materiale e analisi digitale, Coco mira a reinterpretare l’identità culturale dell’Europa medievale non come una somma di civiltà isolate ma come un tessuto di interazioni continue. Il team di ricerca lavorerà in collaborazione con alcune delle principali università europee tra cui Leiden University nei Paesi Bassi, Masaryk University di Brno nella Repubblica Ceca e KU Leuven in Belgio.
Il progetto si distingue per l’uso di tecnologie avanzate di ricostruzione tridimensionale e analisi dei reperti, ma anche per l’approccio integrato che coinvolge discipline come la geografia storica, l’antropologia e la digital humanities. Una prospettiva che unisce rigore scientifico e innovazione metodologica, in linea con la vocazione internazionale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Multiprobe e l’innovazione medica nella diagnosi in tempo reale
Sul fronte biomedico il secondo ERC Synergy Grant premia il progetto Multiprobe (Real time endoscopic diagnosis and therapy of gastrointestinal tumors through multimode nonlinear fibers), coordinato dai professori Massimiliano Papi e Ivo Boskoski. Il primo è associato di Fisica presso il Dipartimento di Neuroscienze del campus di Roma, il secondo è associato di Gastroenterologia e dirigente medico ad alta specializzazione presso la Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS.
Il progetto si propone di rivoluzionare la diagnosi e il trattamento dei tumori gastrointestinali attraverso l’utilizzo di fibre ottiche non lineari capaci di integrare in tempo reale la rilevazione delle cellule tumorali e l’intervento terapeutico. La ricerca, condotta in collaborazione con Sapienza Università di Roma e Università di Limoges in Francia, punta a sviluppare nuove piattaforme di endoscopia avanzata in grado di ridurre drasticamente i tempi diagnostici e migliorare la precisione clinica.
Multiprobe rappresenta un esempio concreto di sinergia tra fisica applicata, ingegneria biomedica e medicina clinica. Il contributo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore è determinante nel coniugare la dimensione tecnologica con la visione medico scientifica, rafforzando la posizione dell’Ateneo tra i principali protagonisti della ricerca europea in ambito sanitario.
La visione della rettrice della Cattolica
La rettrice Elena Beccalli ha sottolineato come questo doppio successo testimoni la qualità della ricerca condotta all’interno dell’Ateneo e la capacità di affrontare sfide scientifiche di frontiera grazie a collaborazioni internazionali di alto livello. L’assegnazione di due ERC Synergy Grant nello stesso anno si aggiunge ai riconoscimenti già ottenuti nel 2025, tra cui ERC Starting Grant, Cost Action e Horizon Europe MSCA, confermando la solidità dell’ambiente di ricerca della Cattolica.
Questi risultati consolidano una strategia scientifica orientata alla cooperazione tra discipline e alla formazione di nuove generazioni di ricercatori. Il sostegno alla ricerca non è considerato solo un investimento accademico ma una componente essenziale della missione culturale dell’Ateneo, da sempre legata alla promozione del sapere come bene comune.
Un riconoscimento alla ricerca di frontiera
I due ERC Synergy Grant 2025 assegnati all’Università Cattolica del Sacro Cuore rappresentano un modello di come l’università italiana possa competere su scala europea puntando su qualità, interdisciplinarità e visione internazionale. I progetti Coco e Multiprobe incarnano due anime complementari della ricerca contemporanea, la riscoperta delle radici culturali dell’Europa e l’innovazione tecnologica applicata alla salute.
Grazie a un ambiente accademico che valorizza il dialogo tra saperi, la Cattolica si conferma come uno dei principali centri italiani capaci di attrarre finanziamenti europei altamente competitivi. Il doppio successo non è solo motivo di orgoglio istituzionale ma anche un segnale di fiducia verso la capacità delle università di contribuire in modo concreto all’avanzamento della conoscenza e al miglioramento della vita delle persone.




