La Carta del Docente entra in una nuova fase con la legge 164 del 30 ottobre 2025 che ridisegna l’intera misura. Dopo le sentenze e i chiarimenti approfonditi nel precedente articolo Carta del Docente 2025: novità, sentenze e tempi di pagamento, le ultime settimane hanno portato ulteriori aggiornamenti operativi.
Le novità riguardano soprattutto l’estensione della platea, la rimodulazione dell’importo e la sospensione temporanea della piattaforma, in attesa del decreto attuativo previsto per inizio 2026.
Una misura confermata ma riformata
La Carta del Docente resta confermata anche per l’anno scolastico 2025/26, ma cambia nella struttura e nella gestione. La nuova legge ha infatti ridefinito il perimetro della misura per garantire maggiore equità tra docenti di ruolo e personale precario, mantenendo al tempo stesso l’obiettivo originario di sostenere la formazione continua e l’aggiornamento professionale.
Non si tratta di un nuovo bonus, ma di un’evoluzione di quello esistente, con una diversa distribuzione dei fondi e alcune restrizioni sulle spese ammesse. Le modifiche approvate entreranno pienamente in vigore a partire da gennaio 2026, una volta completato l’aggiornamento tecnico della piattaforma.
Bonus Carta del Docente esteso anche ai precari
La principale novità riguarda l’estensione della Carta del Docente ai docenti con contratto di supplenza fino al 30 giugno e al personale educativo. Finora la misura era riservata ai docenti di ruolo e a quelli con contratto annuale fino al 31 agosto, ma il nuovo testo legislativo amplia in modo stabile la platea dei beneficiari. L’obiettivo è riconoscere il diritto alla formazione anche a chi opera con contratti a tempo determinato, superando le disparità che negli ultimi anni avevano generato numerosi contenziosi.
L’estensione rappresenta un passo avanti sul piano dell’equità, ma comporta anche un inevitabile effetto di riduzione del valore individuale del bonus, dal momento che il fondo complessivo resta invariato.
Importi rivisti e risorse disponibili per la Carta del Docente
La Carta del Docente 2025 non verrà più erogata con importo fisso di 500 euro. Il valore effettivo dipenderà dal numero di beneficiari e sarà definito da un decreto interministeriale atteso entro gennaio 2026. Le prime stime parlano di una riduzione media di circa il 15-20%, con un importo compreso tra 400 e 450 euro per ciascun docente. Il fondo complessivo disponibile per la misura resta intorno ai 400 milioni di euro, cifra che dovrà ora essere ripartita tra un numero maggiore di aventi diritto.
La scelta del Governo punta a mantenere la sostenibilità economica della misura, privilegiando l’inclusione rispetto al mantenimento dell’importo pieno per i soli docenti di ruolo.
Piattaforma sospesa fino a gennaio 2026
Molti docenti hanno segnalato che, dal 31 agosto 2025, la piattaforma cartadeldocente.istruzione.it risulta non accessibile. Il blocco non è dovuto alla fine della misura, ma all’aggiornamento dei sistemi informatici necessari per gestire le nuove categorie di beneficiari introdotte dalla legge 164. Durante questo periodo non sarà quindi possibile visualizzare né utilizzare i crediti, ma nessuna somma andrà persa.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha confermato che la riattivazione avverrà da gennaio 2026, con accredito retroattivo del bonus. Anche i crediti residui delle annualità precedenti resteranno validi e potranno essere utilizzati non appena la piattaforma sarà nuovamente online.
Le modalità di accesso non cambieranno: basterà accedere con SPID o CIE, come avvenuto finora.
Spese ammesse e nuove limitazioni
L’impianto generale delle spese consentite resta invariato, ma vengono introdotte alcune modifiche importanti.
I docenti potranno continuare a utilizzare la Carta per:
- corsi di formazione e aggiornamento professionale
- iscrizioni a master universitari e corsi post-laurea
- acquisto di libri, riviste e materiali didattici
- biglietti per musei, spettacoli e iniziative culturali
Le novità riguardano due aspetti specifici:
- Trasporti – Sarà possibile utilizzare la Carta per coprire spese di viaggio, come treni, voli o abbonamenti ai mezzi pubblici, purché collegati ad attività di formazione o aggiornamento professionale.
- Tecnologia – L’acquisto di hardware e software sarà consentito solo una volta ogni quattro anni, per evitare usi ripetuti del bonus a fini non strettamente formativi.
Queste modifiche mirano a rendere l’utilizzo della Carta più mirato e trasparente, riducendo al minimo le spese non connesse alla crescita professionale.
Cosa succederà nei prossimi mesi?
Con la pubblicazione della legge 164, il Governo ha completato la cornice normativa, ma restano da definire gli aspetti applicativi.
I passaggi attesi sono tre:
- Decreto attuativo di gennaio 2026, che fisserà l’importo definitivo e le modalità di erogazione.
- Riapertura della piattaforma PagoPA, con aggiornamento delle anagrafiche e accredito retroattivo.
- Linee guida aggiornate per l’utilizzo del bonus, che definiranno in modo chiaro le spese ammissibili e le limitazioni introdotte.
Fino ad allora non è richiesta alcuna azione da parte dei docenti. Il sistema riconoscerà automaticamente i beneficiari sulla base dei contratti in essere e accrediterà l’importo dovuto al momento della riattivazione del portale.
Verso una Carta del Docente più equa e sostenibile
La Carta del Docente 2025/26 rimane uno strumento essenziale per la valorizzazione del personale scolastico, ma con un’impostazione più inclusiva e sostenibile. L’ampliamento ai precari e la possibilità di utilizzare il bonus anche per spese di viaggio rappresentano un’evoluzione positiva, mentre la riduzione dell’importo è il prezzo da pagare per garantire pari opportunità a tutta la categoria.
Nei prossimi mesi sarà importante monitorare gli aggiornamenti ministeriali per conoscere l’importo effettivo e le nuove modalità operative. Ricorda che su universita.it continueremo a seguire passo dopo passo l’evoluzione della Carta del Docente, con guide pratiche e aggiornamenti ufficiali per i docenti di ruolo e supplenti. Seguici su tutti i nostri canali!





A gennaio già ho dato tutti gli esami