Arriva l’aggiornamento delle borse di studio universitarie per il 2026/2027. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha ridefinito gli importi minimi previsti dal sistema nazionale per il diritto allo studio, adeguandoli all’aumento del costo della vita.
Il decreto stabilisce le nuove soglie economiche che dovranno essere garantite agli studenti beneficiari delle borse di studio. Gli importi variano, come di consueto, in base alla condizione dello studente, distinguendo tra: fuori sede, pendolari e studenti in sede.
Si tratta di un aggiornamento importante per il sistema del diritto allo studio, poiché definisce il livello minimo di sostegno economico che le Regioni e gli enti dovranno garantire agli studenti idonei.
Borse di studio 2026/2027, i nuovi importi minimi
Il decreto del MUR stabilisce i nuovi importi minimi delle borse di studio universitarie per il prossimo anno accademico. Le cifre saranno differenziate tenendo conto della condizione abitativa dello studente.
Gli importi minimi previsti sono:
- 7.171 euro per gli studenti fuorisede
- 4.190 euro per gli studenti pendolari
- 2.890 euro per gli studenti in sede
La differenza tra le categorie è legata principalmente ai costi sostenuti durante il percorso universitario. Dato che gli studenti fuorisede, che devono trasferirsi e sostenere spese di affitto e mantenimento, riceveranno l’importo più alto.
Invece, gli studenti pendolari, che frequentano un ateneo distante dalla propria residenza ma senza trasferirsi, ricevono un contributo intermedio. L’importo più basso è destinato agli studenti in sede, cioè a chi studia nello stesso comune di residenza.
A cosa è dovuto l’aumento?
L’aggiornamento degli importi delle borse di studio 2026/2027 è legato principalmente all’adeguamento al costo della vita. Il sistema nazionale del diritto allo studio prevede infatti che le soglie economiche vengono periodicamente aggiornate per garantire un sostegno adeguato agli studenti universitari.
Proprio per questo, negli ultimi anni, il tema del diritto allo studio è diventato centrale nel dibattito sul sistema universitario italiano. L’aumento dei costi legati ad alloggi, trasporti e vita quotidiana ha reso necessario rafforzare gli strumenti di sostegno economico.
Le borse di studio rappresentano infatti uno degli strumenti principali per favorire l’accesso all’università e ridurre le disuguaglianze tra studenti provenienti da contesti economici diversi.
Chi può ottenere le borse di studio?
Le borse di studio universitarie sono destinate agli studenti che soddisfano determinati requisiti economici di merito. Il parametro principale utilizzato per l’accesso è l’ISEE universitario, che determina la condizione economica dello studente e della sua famiglia. Oltre ai requisiti economici, gli studenti devono rispettare anche criteri legati al percorso universitario, come il numero di crediti formativi acquisiti o la regolarità negli studi.
L’assegnazione è gestita dagli enti regionali per il diritto allo studio, che pubblicano ogni anno bandi specifici con requisiti, scadenze e modalità di presentazione delle domande.
Il ruolo delle Regioni nel sistema del diritto allo studio
Gli importi indicati dal decreto del MUR rappresentano il livello minimo nazionale delle borse di studio universitarie. Questo significa che le Regioni possono prevedere importi più alti o introdurre integrazioni economiche aggiuntive.
In molti casi, infatti, gli enti regionali per il diritto allo studio affiancano alla borsa base altri servizi contributivi, come: alloggi universitari, servizi di mensa, agevolazioni per trasporti e contributi per la mobilità internazionale.
L’obiettivo del sistema è quello di garantire agli studenti le condizioni necessarie per frequentare l’università indipendentemente dalla situazione economica di partenza. E l’aggiornamento degli importi si inserisce perfettamente in questo quadro, definendo la base economica che verrà utilizzata nei bandi pubblicati nei prossimi mesi dagli enti regionali per il diritto allo studio.


