ucciso professore bangladesh contro velo integrale

Essere contro l’uso del velo integrale da parte delle studentesse è costato la vita a un professore universitario ucciso sabato in Bangladesh da due integralisti islamici. Si chiamava Shafiul Islam, aveva 51 anni e insegnava Sociologia presso l’Università di Rajshahi, il docente vittima della violenza dei fondamentalisti, che non hanno accettato la sua presa di posizione contro il velo integrale e hanno deciso di fargliela pagare a carissimo prezzo.

Il professore è stato aggredito a colpi di machete in strada. Soccorso e trasportato all’ospedale di Rajshahi, località del Bangladesh occidentale, è stato immediatamente ricoverato in terapia intensiva, ma invano. Shafiul Islam è infatti deceduto nel giro di poche ore per via delle gravissime lesioni riportate. Nel frattempo, un gruppo islamico radicale che si fa chiamare Ansar al Islam Bangladesh ha rivendicato l’omicidio con un comunicato su Facebook.

Il no al velo integrale del professor Shafiul Islam, che era direttore del dipartimento di Sociologia, nasceva dall’impossibilità di identificare le studentesse che seguivano il suo corso e dall’alta probabilità che ciò potesse determinare delle irregolarità agli esami. Il docente, infatti, come ha confermato il collega Siraju Islam – anch’egli professore di Sociologia – “non era ostile all’Islam”.

A seguito dell’assassinio docenti e studenti dell’Università di Rajshahi si sono rifiutati di tenere le lezioni e si sono riversati in strada e hanno bloccato il traffico con una manifestazione improvvisata. In Bangladesh la maggioranza della popolazione è formata da musulmani moderati, ma negli ultimi anni l’integralismo si va diffondendo, anche se gli omicidi per motivi religiosi rimangono molto rari.

La vicenda del professore ucciso per aver vietato il velo integrale durante le sue lezioni segnala come il fanatismo religioso possa colpire sempre più duramente e in maniera sempre più indiscriminata, anche in paesi nei quali i fenomeni più estremi erano fino a pochi anni fa del tutto estranei, facendo temere il diffondersi di violenze di matrice islamica simili a quelle che stanno funestando la Siria, l’Iraq e altre aree del Medio Oriente.