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Classifica Censis 2016 degli atenei privati grandi: Bocconi batte Cattolica per la terza volta

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Nella Grande guida Università di Repubblica tornano per il terzo anno le graduatorie delle università non statali e nuovamente, come già accadde nel 2014 e nel 2015, anche la classifica Censis 2016 degli atenei privati grandi vede al primo posto la Bocconi. Questa speciale categoria è dedicata alle università con oltre 10mila iscritti e vi rientrano solo due concorrenti: l’ateneo che si ogni anno si contende il primato con la Bocconi è la Cattolica, che tuttavia rimane di nuovo sensibilmente staccata.

Il punteggio medio assegnato quest’anno alla Bocconi è stato 95,8, in leggera discesa rispetto al 96,6 dell’anno passato (-0,8 punti). Come 12 mesi fa, l’università di via Sarfatti nella classifica Censis 2016 degli atenei privati grandi raggiunge l’eccellenza in tre indicatori su cinque, meritandosi il massimo dei voti (110/110) per borse e contributi concessi agli studenti, contenuti web e servizi digitali e internazionalizzazione. Gli altri due aspetti presi in esame dal Censis si sono dimostrati, invece, meno all’altezza: ai servizi del famoso ateneo commerciale milanese sono stati assegnati 78 punti (5 in meno rispetto all’anno scorso), mentre alle strutture è stata confermata la valutazione dell’anno passato (71).

Seconda – e ovviamente anche ultima – nella classifica Censis 2016 degli atenei privati grandi è, come già accennato, la Cattolica. L’università nata per volontà di padre Agostino Gemelli ha ricevuto una valutazione media pari a 79,4, più bassa di 16,4 punti in confronto a quella ottenuta dalla Bocconi. Una piccola nota positiva è che il distacco tra la Cattolica e la sua rivale si riduce leggermente, visto che nel 2015 i punti di distacco tra le due furono 17.

Il punto di forza della Cattolica nella nella classifica Censis 2016 degli atenei privati grandi sono la comunicazione e i servizi digitali, per i quali l’ateneo si è meritato 86 punti. Sopra quota 80 anche i servizi (81), che risultano dunque migliori rispetto a quelli della Bocconi, mentre i restanti tre indicatori non hanno ottenuto risultati altrettanto brillanti: alle borse e ai contributi sono andati 79 punti su 110, 77 sono stati i punti assegnati alle strutture e 74 quelli che il Censis ha attribuito all’internazionalizzazione.

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