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Dall’Università di Pisa arriva PickParking, un’app per condividere il parcheggio

da | Lug 2014 | News | 0 commenti

Dopo il car sharing, arriva il park sharing. Quello del parcheggio, del resto, è uno dei problemi più fastidiosi per chi ogni giorno è costretto a spostarsi con l’auto, specie se lo fa per raggiungere il centro di una città. Ma niente paura: per aiutarci a risolverlo adesso arriva PickParking, un’app per la condivisione del prezioso posto auto, la cui ricerca spesso fa perdere molto tempo prezioso.

Ideata nell’ambito di Cubit, uno spin-off dell’Università di Pisa che si occupa di smart mobility, PickParking si basa sul principio che chi ha un parcheggio di proprietà che per qualche ora o giorno non utilizza può guadagnare “affittandolo” in quel lasso di tempo a chi invece ne ha bisogno. Un modo per condividere uno spazio che altrimenti resterebbe inutilizzato, con un beneficio sia per chi lo “presta”, perché ne ricava dei soldi, sia per chi ne può usufruire, perché non deve più girare a lungo – consumando anche carburante, con un danno per il portafogli e per l’ambiente – alla ricerca di un posto in cui lasciare la propria auto.

L’app, pensata soprattutto per il mercato nordeuropeo e per quello americano, è alla ricerca di finanziatori per potersi sviluppare e diffondere, e per farlo punta sul crowdfunding. Per questo motivo PickParking è sbarcata su Kickstarter, una delle piattaforme più famose al mondo in questo ambito. Cosa rende l’app per la condivisione del parcheggio dell’Università di Pisa così speciale rispetto alla concorrenza? A convincere gli investitori potrebbe essere il fatto che si tratta dell’unico sistema che consente un tracking sicuro al 100 per cento dei posti auto liberi, grazie all’utilizzo di speciali sensori wireless in loco.

Le altre app di questo genere, infatti, si basano sull’utilizzo del GPS, che non consente di sapere in tempo reale se il parcheggio al quale si è interessati sia libero o meno. PickParking, invece, dà la possibilità di scoprire immediatamente e in maniera affidabile se il posto auto che si vorrebbe è già occupato. Insomma, la diffusione di questo sistema potrebbe davvero essere rivoluzionaria per la mobilità nella città, dando una spinta decisiva alla pratica di condivisione dei parcheggi privati.

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