Perché prendere una laurea in Turismo? Innanzi tutto, perché si tratta di uno dei settori in continua ascesa a livello globale. Senza contare che in un paese come l’Italia, da sempre tra le mete preferite dai viaggiatori di tutto il mondo, il turismo è uno dei comparti trainanti dell’economia nazionale.
E, in quanto tale, assorbe una grande forza lavoro, non solo per ciò che riguarda le figure con competenze di livello medio-basso, ma anche tra quelle più qualificate.
Scegliere questo indirizzo di studi vuol dire acquisire le conoscenze e le abilità necessarie per la progettazione e il management dei sistemi e dei servizi che fanno riferimento al turismo. Al contempo, significa formarsi per la promozione e la valorizzazione del patrimonio artistico, naturalistico e culturale.
La laurea in Turismo, di conseguenza, si caratterizza per il suo taglio interdisciplinare. Allo studio di discipline umanistiche, come quelle linguistiche e quelle storico-artistiche, si affianca quello di discipline economico-gestionali, giuridiche e sociali.
Questo percorso è quindi indicato per studenti eclettici, a proprio agio con le materie umanistiche, ma con interessi e attitudini che vanno oltre questo campo, e in possesso di capacità organizzative e comunicative.
Laurea in Turismo: le tipologie di corsi
La laurea in Turismo di primo livello può essere ottenuta scegliendo di iscriversi a uno dei corsi triennali della classe di Scienze del turismo (L-15).
Gli atenei che includono questo tipo di percorsi nella propria offerta formativa sono numerosi e distribuiti in tutta Italia. Nella stragrande maggioranza dei casi l’accesso ai corsi è libero.
Se, dopo il titolo triennale, si desidera conseguire una laurea in Turismo di livello magistrale ci si dovrà immatricolare a uno dei percorsi della classe di Progettazione e gestione dei sistemi turistici (LM-49).
Anche nel caso dei corsi di secondo livello di norma non è previsto il numero programmato.
L’iscrizione ai corsi della classe LM-49 può essere possibile pure per quanti sono in possesso di lauree triennali non afferenti alla classe L-15. Molte università, infatti, consentono l’immatricolazione ai laureati in Economia e, in particolare, a coloro che hanno una laurea triennale in Economia aziendale. Tuttavia, occorre sempre verificare prima il numero di eventuali crediti formativi universitari (CFU) da recuperare.

Laurea in Turismo: cosa si studia
Vista la dimensione internazionale delle attività professionali in cui saranno impegnati i laureati, i piani di studio dei corsi di laurea in Turismo includono attività didattiche finalizzate all’acquisizione di una buona conoscenza, in forma scritta e orale, di almeno due lingue dell’Unione Europea oltre l’italiano.
Tra le materie affrontate nel percorso formativo, un ruolo di spicco spetta alle discipline economiche e gestionali. In particolare, si studiano:
- Economia politica;
- Politica economica;
- Economia aziendale;
- Economia e gestione delle imprese;
- Organizzazione aziendale.
Tra gli insegnamenti principali ci sono anche quelli di ambito storico, delle arti e dello spettacolo, che forniscono agli studenti le conoscenze essenziali per la promozione del patrimonio artistico e culturale. Nel dettaglio, si affrontano esami relativi alla storia greca, romana, medievale, moderna e contemporanea, all’archeologia classica e alla storia dell’arte dal medioevo alla contemporaneità.
Si studiano, inoltre, materie come:
- Museologia e critica artistica e del restauro;
- Discipline dello spettacolo;
- Cinema, fotografia e televisione;
- Musicologia e storia della musica.
Per quanto concerne l’ambito giuridico si affrontano, invece, discipline come Diritto privato, Diritto commerciale, Diritto della navigazione, Istituzioni di diritto pubblico, Diritto internazionale e Diritto dell’Unione Europea.
Una parte della didattica dei corsi di laurea in Turismo è dedicata pure alle discipline psicologiche e sociali. Tra gli esami da sostenere ci possono essere: Psicologia sociale, Sociologia generale, Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Sociologia dei processi economici e del lavoro e Sociologia dell’ambiente e del territorio.
Altrettanto importanti sono anche le discipline del territorio, che servono alla conoscenza dei beni ambientali e alla promozione del turismo sostenibile. In particolare, si studiano:
- Ecologia;
- Geografia fisica e geomorfologia;
- Topografia e cartografia;
- Architettura del paesaggio;
- Geografia;
- Geografia economico-politica;
- Demografia.
In più, il percorso didattico include lo svolgimento di attività volte all’acquisizione di adeguate competenze informatiche e un periodo di formazione sul campo mediante un’esperienza di stage o tirocinio.

Gli sbocchi professionali
Con una laurea in Turismo si può trovare impiego in aziende del settore ricettivo, alberghiero e dell’incoming, svolgendo funzioni di organizzazione, gestione e promozione delle attività e dei servizi offerti. In alternativa, è possibile essere assunti presso tour operator o società che si occupano di progettazione e commercializzazione di viaggi e itinerari turistici.
Tra i possibili sbocchi per i laureati ci sono poi le cooperative e le società consortili che si occupano di turismo integrato e attività sociali compatibili con l’ambiente.
La laurea in Turismo permette, inoltre, di inserirsi nel settore della comunicazione turistica, lavorando nel mercato dell’editoria tradizionale o in quella multimediale. Oppure di lavorare all’interno degli uffici stampa di enti pubblici e imprese del settore.
Una ulteriore opzione è quella di operare nel campo dell’organizzazione di eventi culturali, spettacoli ed esposizioni o in quello della gestione dei servizi di accoglienza nell’ambito di beni culturali ed ambientali.
Tra i possibili datori di lavoro per i laureati ci sono anche gli enti locali e le istituzioni governative che si occupano di turismo, cultura e beni culturali e ambientali e/o dello sviluppo locale.
I laureati magistrali possono anche insegnare nelle scuole superiori. Per la partecipazione ai concorsi per l’abilitazione o per l’immissione in ruolo, tuttavia, oltre alla laurea è necessario aver conseguito 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche, come richiesto dalla normativa vigente.
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