Laurea in Medicina veterinaria

da | Mar 2020 | Orientamento universitario

La laurea in Medicina veterinaria è la scelta ideale per chi è animato da grande passione per gli animali e vuole dedicarsi a loro anche per lavoro.

L’obiettivo principale del corso di laurea in Medicina veterinaria è quello di formare i futuri medici veterinari. Tali figure debbono essere in possesso delle adeguate competenze teorico-pratiche circa il mondo animale necessarie all’esercizio della professione.

Per intraprendere questo percorso universitario è necessaria una forte motivazione allo studio, poiché la sola passione per gli animali non è sufficiente.

I veterinari, infatti, sono professionisti altamente specializzati. A seconda dell’ambito in cui lavorano, devono essere in grado di gestire emergenze, effettuare interventi chirurgici e fare ricerche scientifiche. Inoltre, devono saper far fronte molto bene allo stress e avere abilità relazionali per interagire positivamente con eventuali proprietari.

Insomma, non si tratta solo di avere a che fare con gli animali, ma anche con la medicina, la ricerca e le persone.

Alla luce di ciò, per preparare figure professionali complete, il corso di laurea in Medicina veterinaria prevede esami teorici e pratici. Esami che spaziano dalle conoscenze scientifiche di base ad importanti approfondimenti sul mondo degli animali e della medicina.

Laurea in Medicina veterinaria: le tipologie di corsi

Per intraprendere il percorso che porta al conseguimento della laurea in Medicina veterinaria esiste un’unica strada: l’iscrizione a uno dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico della classe di Medicina veterinaria (LM-42).

Questi percorsi di studio hanno durata quinquennale e sono proposti da un numero ristretto di atenei (una quindicina) sparsi per il territorio nazionale.

Inoltre, sono tra i percorsi di studio per i quali è prevista la programmazione degli accessi a livello nazionale. Ciò significa che il numero di matricole è definito ogni anno dal ministero e che, per conquistarsi un posto, occorre superare il test d’ammissione selettivo che si svolge in un’unica data in tutte le sedi e classificarsi in posizione utile nella graduatoria nazionale.

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Il test d’ammissione a Veterinaria: cos’è e come superarlo

Per iscriversi a uno dei corsi di laurea in Medicina veterinaria è sufficiente possedere un qualsiasi diploma di scuola superiore ma, come appena ricordato, è necessario superare il test d’ammissione.

Il test d’ammissione a Veterinaria viene stabilito dal ministero che ogni anno, con un decreto ad hoc, definisce le modalità di selezione per i corsi di laurea a numero chiuso.

La prova solitamente consiste in 80 quesiti a risposta multipla divisi in quattro raggruppamenti:

  • Logica e Cultura generale;
  • Chimica;
  • Biologia;
  • Matematica e Fisica.

Molte università prevedono dei corsi preparatori ai test per aiutare gli aspiranti studenti di Medicina veterinaria a comprendere le modalità di selezione e colmare le proprie lacune (soprattutto se provengono da istituti superiori che non forniscono approfondite conoscenze scientifiche).

Per superare il test ci si può preparare con libri specifici di preparazione al test di Medicina veterinaria, con corsi in aula o online.

Per ottenere una preparazione completa però, è bene non sottovalutare l’importanza dell’esercitazione. Attraverso pratiche simulazioni online del test di ammissione, è possibile esercitarsi a rispondere ai quesiti in un determinato tempo limite.

Il consiglio principale è quello di iniziare a prepararsi il prima possibile. Studiare un po’ ogni giorno consente di evitare di trovarsi ad affrontare il vasto programma tutto insieme e rischiare di non riuscire ad assimilare bene le nozioni.

veterinario

Laurea in Medicina veterinaria: cosa si studia

Strutturato in un ciclo unico della durata di 5 anni, il percorso didattico della laurea in Medicina veterinaria si articola in tre fasi e prevede corsi, esercitazioni, attività laboratoriali e un periodo di tirocinio.

La prima fase è dedicata all’acquisizione delle conoscenze scientifiche di base. Nello specifico, si parla di materie come Fondamenti di biochimica, Fisica, Botanica, Anatomia e Zoologia.

Segue una seconda fase di approfondimento delle conoscenze mediante materie caratterizzanti e riguardanti, per l’appunto, il mondo degli animali. Alcuni esempi sono: Zootecnica, Anatomia patologica, Chirurgia, Malattie infettive e Farmacologia, tutte ovviamente studiato da un punto di vista prettamente veterinario.

La terza ed ultima fase, regolata da direttive ministeriali, è quella del tirocinio.

Il tirocinio è da svolgersi presso i laboratori e le strutture ambulatoriali dell’università o presso enti (pubblici e privati) convenzionati, sotto la guida di un tutor.

L’obiettivo di tali attività è l’acquisizione delle adeguate competenze pratiche da affiancare alle conoscenze teoriche precedentemente acquisite.

E dopo la laurea magistrale in Veterinaria?

Acquisendo conoscenze riguardanti tanto l’epidemiologia, la terapia e il benessere degli animali quanto lo studio delle produzioni animali e le analisi cliniche su di essi, i laureati in Medicina veterinaria potranno svolgere l’attività di liberi professionisti in privato o nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Per esercitare la professione di Veterinario è tuttavia necessaria l’iscrizione all’apposito albo professionale.

Ma la laurea in Medicina veterinaria conferisce anche la possibilità di lavorare negli enti di ricerca pubblici e privati, nei laboratori di analisi e nelle università. Oppure di prestare consulenza nell’ambito dell’industria farmaceutica, zootecnica, mangimistica e di trasformazione degli alimenti di origine animale.

Clicca qui per scoprire quali sono le università italiane che offrono il corso di laurea in Medicina veterinaria

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