Studiare in Giappone può essere un’opportunità per vivere un sistema universitario molto diverso da quello italiano e conoscere da vicino una delle destinazioni più interessanti dell’Asia. Tokyo è la scelta più conosciuta, ma città come Kyoto, Osaka e Fukuoka ospitano numerose università e attirano ogni anno studenti internazionali.
Prima di partire bisogna però capire come funzionano le università giapponesi, quali requisiti servono per essere ammessi e quali documenti preparare. Per chi arriva dall’Italia, infatti, la procedura cambia rispetto a quella di un Paese europeo e può comprendere certificazioni linguistiche, test di ingresso e richiesta del visto studentesco.
Dove studiare in Giappone
La destinazione dipende soprattutto dal corso scelto e dal tipo di esperienza che si cerca. Tokyo offre la scelta più ampia di università, programmi internazionali e corsi in inglese, oltre a una vita universitaria particolarmente dinamica. È però anche una delle città più grandi e costose del Paese.
Kyoto è una delle principali città universitarie giapponesi e propone un ambiente più raccolto, con una forte presenza studentesca. Osaka, invece, permette di vivere in una grande città e di muoversi facilmente nella regione del Kansai, mentre Fukuoka può essere interessante per chi preferisce dimensioni più gestibili senza rinunciare a un’offerta universitaria internazionale.
La città non dovrebbe comunque essere scelta prima dell’università. Conviene partire dal corso di interesse e confrontare lingua delle lezioni, requisiti, tasse e modalità di ammissione.
Come funziona l’università in Giappone
Le università in Giappone possono essere nazionali, pubbliche locali oppure private. I corsi di laurea durano generalmente quattro anni, mentre alcuni percorsi dell’area medica possono arrivare a sei.
Anche il calendario universitario è diverso da quello italiano. L’anno accademico inizia normalmente ad aprile, anche se diverse università prevedono un secondo ingresso tra settembre e ottobre, soprattutto per i programmi rivolti agli studenti internazionali.
Un altro elemento importante riguarda la lingua. Molti corsi vengono ancora svolti in giapponese, ma esistono anche corsi universitari interamente in inglese, soprattutto negli atenei più internazionali. Conoscere il giapponese, quindi, non è sempre obbligatorio per iscriversi, anche se può diventare molto utile nella vita quotidiana.
Come iscriversi a un’università giapponese
Per accedere a una laurea è necessario avere completato almeno 12 anni di istruzione. Il diploma italiano permette normalmente di soddisfare questo requisito generale, ma ogni università stabilisce autonomamente le modalità di selezione.
Tra i documenti possono essere richiesti diploma, certificato con i voti ottenuti durante la scuola superiore, modulo di candidatura, certificazione linguistica ed eventuali lettere di raccomandazione. Alcuni documenti potrebbero inoltre dover essere tradotti in inglese o giapponese.
Non esistono esami integrativi obbligatori per tutti gli studenti italiani. L’ateneo può però prevedere test, colloqui o prove specifiche per verificare la preparazione del candidato. Per questo è importante controllare sempre i requisiti del singolo corso prima di inviare la domanda.
EJU e certificazioni linguistiche
Tra i test utilizzati dalle università giapponesi c’è l’EJU, Examination for Japanese University Admission for International Students. Serve a valutare la preparazione degli studenti stranieri e può comprendere giapponese, matematica, materie scientifiche e una prova dedicata alla conoscenza generale.
Non tutte le università richiedono l’EJU e le materie da sostenere cambiano in base al corso. Per i programmi in giapponese può essere richiesta anche una certificazione JLPT, mentre per quelli in inglese possono essere accettati test come IELTS o TOEFL.
Il consiglio è quindi verificare subito in quale lingua viene svolto il corso e quali certificazioni sono richieste. Prepararle con anticipo può evitare di arrivare troppo vicini alle scadenze di candidatura.
Quanto costa studiare in Giappone
I costi cambiano soprattutto tra università pubbliche e private. Nel primo anno, tra tassa di iscrizione e rette universitarie, si può partire da circa 800.000-900.000 yen negli atenei nazionali o pubblici e superare 1,3 milioni di yen in molte università private. Alcuni corsi, in particolare quelli dell’area medica, possono avere rette molto più elevate.
Gli studenti internazionali possono però accedere a diverse forme di sostegno economico. Tra le più conosciute ci sono le borse MEXT, finanziate dal governo giapponese, e alcuni programmi gestiti da JASSO. Anche le singole università possono prevedere riduzioni delle tasse o borse dedicate agli studenti stranieri.
Visto studentesco e documenti per partire
Chi si trasferisce in Giappone per frequentare l’università deve ottenere un visto studentesco. Dopo l’ammissione, l’università può avviare la richiesta del Certificate of Eligibility, documento necessario per completare la procedura del visto presso le autorità consolari giapponesi.
Durante la richiesta può essere necessario dimostrare di avere risorse economiche sufficienti per mantenersi durante gli studi. Una volta arrivati in Giappone, gli studenti che soggiornano per periodi più lunghi ricevono una Residence Card e devono registrare il proprio indirizzo presso l’amministrazione locale. Lo status di studente permette anche di lavorare part-time, ma solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione prevista. Il limite ordinario è di 28 ore settimanali durante il periodo delle lezioni.
Studiare in Giappone richiede quindi un po’ di organizzazione in più rispetto a molte destinazioni europee, soprattutto per test, documenti e visto. Partire dalla scelta del corso e controllare con attenzione i requisiti dell’università permette però di costruire il percorso passo dopo passo e capire subito quale soluzione è più adatta.

