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Dopo anni di lavoro del MIM il contratto dei dirigenti scolastici entra nella fase decisiva. Infatti, c’è il via libera definitivo del Consiglio dei ministri al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo all’Area Istruzione e Ricerca per la sezione che interessa circa 8.000 dirigenti scolastici.
Un segnale importante che arriva da Palazzo Chigi e che riconosce un riconoscimento economico a una categoria spesso al centro delle critiche ma mai sufficientemente valorizzata.
Il via libera dei nuovi contratti
Dopo gli arretrati docenti 2026, è in dirittura d’arrivo il nuovo contratto per i diigenti scolastici.
È dunque, in dirittura di arrivo il procedimento di adozione del CCNL, che rappresenta un ulteriore, rilevante traguardo strategico per il settore “Scuola”, raggiunto grazie alla scelta del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di procedere speditamente per i dirigenti scolastici, così come già avvenuto per docenti e personale ATA, alla definizione della parte economica e dei principali istituti normativi.
Tale accelerazione è stata finalizzata a rendere immediatamente operativi i miglioramenti ottenuti e a garantire il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, tutelando i dirigenti delle Istituzioni scolastiche, chiamati quotidianamente a gestire responsabilità organizzative, amministrative ed educative sempre più rilevanti.
Le parole del ministro Valdidara
“Proseguiamo il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo accelerato i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica. La stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa. Il nostro lavoro non si ferma qui: è stato già avviato l’iter per chiudere nel più breve tempo possibile l’Atto di indirizzo e avviare le trattative per il triennio 2025-2027, assicurando piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale”.
Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara ha commentato l’aggiornamento del contratto.
Cosa prevede il nuovo contratto
Il nuovo contratto prevede:
- aumenti e miglioramenti economici;
- aggiornamenti della parte normativa del contratto;
- il recupero, almeno in parte, del potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione;
- una valorizzazione del ruolo e delle responsabilità dei dirigenti scolastici.
Quindi, in sostanza, i presidi avranno un nuovo contratto con condizioni economiche e normative aggiornate.
Gli aumenti previsti dal contratto
L’aumento previsto per i dirigenti scolastici, anche grazie a risorse aggiuntive stanziate dalla legge di bilancio per il 2022, come segnala l’ARAN, l’aumento medio è di 500 euro al mese su 13 mensilità, corrispondente a una variazione percentuale dell’8,48%.
Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, il rinnovo del CCNL prevede un aumento medio di 503 euro lordi al mese per 13 mensilità, pari a un incremento del 6%. Agli aumenti si aggiungono gli arretrati maturati a partire dal 1° gennaio 2024: circa 5.800 euro medi per i dirigenti scolastici e circa 6.000 euro medi per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca.
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