Lavorare quando si sta male? L’85%lo fa

da | Lug 2026 | Lavoro

Lavorare quando si sta male è un comportamento diffuso: l’85% dei dipendenti dichiara di aver continuato a lavorare nonostante non si sentisse bene, invece di prendersi un giorno di malattia. 

È quanto emerge dal sondaggio  European Always-On Workforce 2026, che analizza il rapporto dei lavoratori europei con gli orari di lavoro, le ferie, la malattia e la disponibilità richiesta anche al di fuori della normale giornata lavorativa.

È frequente lavorare anche quando si sta male

Per molti dipendenti, non sentirsi bene non significa necessariamente fermarsi. Alla domanda se avessero mai lavorato pur sentendosi male, invece di prendere un giorno di malattia, i dipendenti hanno risposto così:

  • 30% sì, spesso
  • 55% sì, occasionalmente
  • 15% no

Nel complesso, l’85% dei dipendenti intervistati dichiara di aver lavorato almeno occasionalmente pur non sentendosi bene, mentre quasi un terzo afferma di farlo spesso.

La maggior parte dei dipendenti lavora anche fuori orario

Secondo il sondaggio, per molti dipendenti la giornata lavorativa continua anche dopo l’orario previsto, tra email da controllare, messaggi a cui rispondere e attività da completare.

Nel complesso, l’88% dichiara di lavorare almeno occasionalmente fuori dall’orario normale, mentre il 58% lo fa più volte alla settimana.

Quasi due dipendenti su tre non si disconnettono del tutto dal lavoro durante le ferie

Anche durante le vacanze, non sempre si riesce a staccare del tutto. Alla domanda se riescano a disconnettersi completamente dal lavoro quando sono in vacanza, gli intervistati hanno risposto:

  • 37% sì, completamente
  • 47% riesce quasi sempre a staccare, ma controlla occasionalmente le email
  • 14% controlla regolarmente email o messaggi
  • 2% continua a lavorare o a partecipare a riunioni/call

Nel complesso, il 63% dichiara di restare in qualche modo connesso al lavoro anche durante le ferie, anche se nella maggior parte dei casi si tratta solo di un controllo occasionale delle email più che di attività lavorativa vera e propria.

Molti faticano a disconnettersi mentalmente dal lavoro

Anche quando non lavorano, molti dipendenti faticano a lasciare il lavoro da parte. Pensieri su email, scadenze o attività rimaste in sospeso continuano spesso anche durante il tempo libero, in particolare:

  • 10% sempre
  • 31% spesso
  • 37% qualche volta
  • 17% raramente
  • 5% mai

Il 78% degli intervistati, quindi, dichiara di avere almeno qualche difficoltà a staccare mentalmente dal lavoro. Per il 41%, questo accade spesso o sempre.

Più della metà prova senso di colpa quando chiede permessi o giorni liberi

La difficoltà a staccare dal lavoro non riguarda solo le abitudini di ogni giorno, ma anche il modo in cui i dipendenti vivono ferie e permessi. Nel complesso, il 53% dichiara di provare almeno occasionalmente senso di colpa o ansia quando richiede ferie o permessi. Solo il 20% dichiara di non avere difficoltà a staccare dal lavoro.

Cosa impedisce ai dipendenti di staccare completamente

Ai dipendenti è stato chiesto di indicare i principali ostacoli che impediscono loro di disconnettersi del tutto dal lavoro. Le risposte sono state divise in 3 gruppi.

  • Fattori organizzativi:
    – Mancanza di colleghi che possano prendere in carico le attività: 30%
    – Carico di lavoro eccessivo: 27%
  • Cultura aziendale
    – Aspettative dei superiori: 28%
    – Senso di colpa: 18%
    – Paura di essere facilmente sostituibili: 14%
  • Fattori personali
    – Difficoltà a stabilire confini tra lavoro e vita privata: 15%
    – Uso di app (notifiche e messaggi di lavoro sul telefono): 17%
    – Paura di perdersi comunicazioni o aggiornamenti importanti: 9%

Sebbene l’87% dei dipendenti affermi che la propria azienda rispetti il tempo libero dei lavoratori, il sondaggio mostra che ciò che viene dichiarato o previsto non sempre basta a evitare una cultura della reperibilità continua.

Un carico di lavoro difficile da gestire, la mancanza di personale che possa sostituire i colleghi in ferie e le aspettative dei superiori spingono infatti molti dipendenti a restare connessi anche dopo il lavoro, durante le ferie e anche quando sono malati.

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