Cos’è la classifica atenei Censis e come funziona

da | Lug 2025 | Orientamento universitario

Come ogni anno, il Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) elabora un ranking degli atenei italiane basandosi su indicatori come: strutturare, borse di studio, servizi, internazionalizzazione, occupabilità e comunicazione digitale.

Gli atenei sono suddivisi in categorie per grandezza: mega (oltre 40.000 iscritti), grandi (20.000-40.000), medi (10.000-20.000), piccoli (fino a 10.000) e politecnici. Vengono presi in esame anche atenei non statali (private e telematiche).

Mega atenei: Padova guida, Bologna e Pisa inseguono

Tra i mega atenei statali, con oltre 40.000 iscritti, l’Università di Padova si conferma al primo posto con 90.3 punti, seguita da Bologna (87.7) e Pisa (84.7). Ad arricchire il podio Pisa, che ha guadagnato tre posizioni, mentre Firenze è salita dall’ottava posizione alla quinta, con 83.5 punti. Questi risultati riflettono la qualità dell’offerta formativa e dei servizi. Padova infatti è riconosciuta per struttura e occupabilità, Bologna invece è solida per l’internazionalizzazione, mentre Pisa eccelle in comunicazione e tecnologia digitale.

Grandi, medi e piccoli atenei, le eccellenze fuori dai riflettori

Tra i grandi atenei, l’Università della Calabria si posiziona al primo posto con 94.3 punti, seguita da Pavia (90.2) e Perugia (89.3). Pavia primeggia anche per internazionalizzazione e servizi.

Tra gli atenei medi spicca l’Università di Trento con 93.7 punti, davanti a Udine e Politecnica delle Marche (92.2), infine Siena (89.7).

Nei piccoli atenei, finisce sul podio l’Università di Camerino con un incredibile punteggio di 96, distanziando l’Università di Cassino (89) e della Tuscia (88.3).

Politecnici e atenei non statali

Nella classifica CENSIS dei Politecnici, il Politecnico di Milano si posiziona primo con 98.8 punti, seguito dal Politecnico di Torino (92.5), IUAV di Venezia (86.7) e il Politecnico di Bari (85.2). Il Politecnico milanese è anche tra i primi 100 al mondo della classifica QS, godendo di un’eccellente reputazione nei settori tecnico-scientifici.

Tra i grandi atenei non statali, la LUISS è al vertice della classifica, registrando 94.2 punti. A seguire troviamo la Bocconi (91.4) e la Cattolica (78). Tra i medi atenei non statali, spiccano la LUMSA (83), IULM (79.6) e la Suor Orsola Benincasa (75.2). Mentre tra i piccoli primeggia la Libera Università di Bolzano (95.2).

Perché la classifica CENSIS è importante?

Le classifiche universitarie non servono solo a trovare un vincitore, sono strumenti utili per riflettere su cosa si cerca realmente in un’università. Per uno studente che si affaccia ora alla scelta del percorso accademico, è importante non soffermarsi solo sul punteggio complessivo, ma comprendere cosa c’è dietro quei numeri.

Ad esempio, un ateneo di grandi dimensioni può offrire un’ampia varietà di corsi e servizi, ma può comportare anche un ambiente più dispersivo. Al contrario, le università di dimensioni contenute, spesso localizzate in medie o piccole città, potrebbero garantire un rapporto più diretto con i docenti e una maggiore personalizzazione del percorso.

Anche gli indicatori indicati nella classifica meritano attenzione. Servizi agli studenti, borse di studio, strutture, opportunità internazionali e supporto all’orientamento sono aspetti che incidono concretamente sull’esperienza universitaria. Alcuni atenei, pur non occupando le primissime posizioni, possono rivelarsi più adatti in base alla personalità, esigenze e obiettivi professionali dello studente.

Ma, il dato più interessante è che l’intero sistema universitario italiano sta mostrando segnali di vitalità. L’aumento delle immatricolazioni e la crescita di interesse in ambiti come le scienze, l’ingegneria e le professioni sanitarie confermano che studiare in Italia può fornire solide basi per il futuro. Ed è in questo contesto che le classifiche aiutano ad orientarsi meglio, ma non devono mai sostituirsi a una valutazione personale e consapevole.

Come usare la classifica CENSIS per orientare la tua scelta

Conoscere il posizionamento degli atenei nella classifica CENSIS può essere un buon punto di partenza, ma la scelta dell’università richiede uno sguardo più ampio. Il ranking serve a inquadrare le caratteristiche di ciascun ateneo, ma non può rispondere da solo alla domanda più importante: dove mi troverò bene a studiare e a crescere?

Per rispondere a questa domanda, bisogna prima capire quali aspetti contano davvero nella propria esperienza. C’è chi dà priorità ai servizi e al supporto, chi invece punta a un contesto ricco di opportunità internazionali o chi cerca una specifica offerta formativa. In ognuno di questi casi, la classifica CENSIS può suggerire delle opzioni da esplorare, ma non sostituirà mai una visita in sede, un open day o un confronto diretto con studenti e docenti.

Infine, è utile ricordare che nessuna classifica ha valore assoluto. Ogni anno i parametri possono cambiare, così come i progetti, le politiche e gli investimenti degli atenei. Per questo, il consiglio più utile è quello di usare questi strumenti come una bussola e non come una mappa definitiva. L’università giusta è quella che riesce a valorizzarti, a farti sentire parte di una comunità e a prepararti al meglio per il futuro che desideri costruire.

Tabella della classifica CENSIS 2025 con i punteggi dei migliori atenei italiani divisi per categoria e dimensione.
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Cos’è la classifica Censis e come funziona
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La classifica CENSIS valuta le università italiane in base a servizi, strutture e occupabilità. Un utile strumento per orientarsi nella scelta dell’ateneo più adatto alle proprie esigenze.
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