Nicola Zingaretti

Interviene anche il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti sugli episodi di cariche e tensioni tra studenti e polizia che hanno caratterizzato la giornata nella Capitale, con conseguenze anche sulla circolazione dei mezzi pubblici. Zingaretti para di “un errore figlio di un altro errore”, facendo riferimento al divieto – da lui fortemente contestato – di manifestare in alcune zone di Roma.

Questa scelta dell’amministrazione capitolina, spiega il presidente della Provincia, implica che le forze di polizia siano costrette a una gestione “rigida e muscolare” dell’ordine pubblico, cosa che diventa ancora più pericolosa in un momento di forte tensione sociale e di totale “afasia” del governo davanti ai drammi che attraversano il Paese.


Le parole di Nicola Zingaretti giungono mentre alla stazione Tiburtina è ancora in corso il braccio di ferro tra polizia e studenti, con questi ultimi che si definiscono “ostaggi” delle forze dell’ordine in quanto costretti a non sfilare in corteo come previsto e “bloccati” nel piazzale antistante la stazione. Nelle file dei manifestanti c’è chi accusa le forze dell’ordine di aver usato violenza.

Alcuni studenti sono stati fermati temporaneamente per il riconoscimento dopo che avevano tentato di entrare nel cantiere della nuova stazione passando atraverso una rete metallica. Dall’episodio è scaturita una nuova carica da parte delle forze dell’ordine, che hanno bloccato l’ingresso al cantiere e cacciato via i ragazzi che già erano entrati, alcuni dei quali si erano seduti per terra all’interno dell’area dei lavori. Molti giovani sono stati inseguiti dei poliziotti nel tentativo di bloccarli ed effettuare il riconoscimento.

Un agente di polizia è caduto nel corso dello sgombero, per fortuna senza conseguenza gravi. Dopo questo nuovo corpo a corpo con le forze dell’ordine dopo le prime cariche della mattina, gli studenti hanno depositato in terra gli striscioni e si sono seduti con le mani alzate in attesa di capire se il loro corteo potrà svolgersi come previsto. Ogni studente che tenta di uscire dal gruppo viene identificato. “Non ce ne andremo”, “Roma libera” gridano i ragazzi, che nel frattempo hanno organizzato dei giochi ironizzando contro le istituzioni in attesa che la situazione si sblocchi.