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Yale è un’università dove regna la lussuria”, hanno detto con grande sconforto le sue studentesse. L’ateneo Ivy League, ovvero uno degli atenei più prestigiosi degli Stati Uniti e del mondo, è messo sotto pressione da una inchiesta federale per la sua inefficienza nel “garantire un ambiente che non sia sessualmente ostile” secondo l’ufficio per i diritti civili del dipartimento di Stato per l’alta formazione.

Lo scorso ottobre un gruppo di confratelli della Delta Kappa Epsilon hanno disturbato il dormitorio delle matricole con slogan e canti contro gli studenti omosessuali. Un altro episodio ha coinvolto invece gli amministratori dell’ateneo, che non sono stati in grado di arginare il fenomeno della classifica delle “ragazze più attraenti“, un divertimento ricorrente per gli iscritti.

Il report del dipartimento di Stato non si è fermato qui. A dimostrazione del disagio che si respira nei campus è giunta anche la lamentala di 16 studentesse resa nota poche settimane fa, le quali denunciavano la “leggerezza” con coi l’ateneo ha affrontato casi “incidentali” di molestie a sfondo sessuale, portando a un divario di genere nelle opportunità e nell’uguaglianza.

L’università, interpellata, ha dichiarato tuttavia di voler collaborare con le autorità in tutti i modi e le forme possibile per poi prendere provvedimenti “estremamente seri” nei confronti di queste libere iniziative degli studenti, tra cui “riti di iniziazione” per le confraternite che si tengono al di fuori del campus e che sono spesso causa di incidenti e di molestie per l’alto tasso alcolico.